Gran Bretagna: il governo laburista propone la riforma più drastica sull’immigrazione illegale dalla Seconda guerra mondiale

18.11.2025 00:05
Gran Bretagna: il governo laburista propone la riforma più drastica sull'immigrazione illegale dalla Seconda guerra mondiale

Il governo britannico propone misure draconiane sull’immigrazione

Londra – Il governo laburista britannico guidato da Keir Starmer ha presentato un piano di riforma per l’immigrazione illegale, considerato la più radicale modifica del diritto d’asilo dalla Seconda guerra mondiale, riporta Attuale.

Nel pomeriggio di ieri, la ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, ha illustrato in Parlamento le nuove proposte contenute in un documento di oltre 30 pagine intitolato «Restaurare l’ordine e il controllo». Mahmood, figlia di immigrati e musulmana praticante, ha descritto la situazione dell’immigrazione illegale come un evento che “sta riducendo in pezzi” il Paese, esprimendo la necessità di un intervento tempestivo per evitare il diffondersi del razzismo.

Le misure proposte dai laburisti prevedono di incrementare da 5 a 20 anni l’attesa per la concessione della residenza permanente a chi arriva nel Regno Unito illegalmente, riducendo l’attesa da 5 a 10 anni per gli immigrati legali; lo status di rifugiato sarà riesaminato ogni 30 mesi e potrà essere revocato, comportando espulsioni. Inoltre, sarà applicata un’interpretazione più rigorosa del diritto al ricongiungimento familiare, normalmente garantito dalla Convenzione europea sui diritti umani. In una mossa simile a quella di Donald Trump, si minaccia di bloccare i visti per quei Paesi che non accetteranno di riprendersi i clandestini.

Questa iniziativa rappresenta una risposta alla spinta della destra populista di Nigel Farage, che si trova in testa ai sondaggi, avendo fatto dell’immigrazione il tema centrale della sua campagna. Fino ad oggi, il Regno Unito ha registrato 39 mila sbarchi irregolari attraverso la Manica nel 2025, lasciando il governo laburista senza una strategia chiara per fermarli. Le nuove misure mirano a disincentivare drasticamente gli arrivi.

Il piano ha già suscitato reazioni contrastanti all’interno delle file laburiste, con alcuni membri del partito che lo hanno definito «moralmente sbagliato e politicamente disastroso». Tra le proposte più controverse emerge l’idea di confiscare orologi e gioielli agli immigrati irregolari per coprire il loro sostentamento, suscitando le forti critiche del Consiglio dei Rifugiati e dei Verdi, che l’hanno definita “crudeltà performativa”.

Il governo laburista è stato accusato di voler superare a destra il partito di Farage, con un rappresentante che ha sarcasticamente invitato la ministra Mahmood a unirsi a loro. Al contempo, i laburisti stanno perdendo consensi a sinistra, in particolare a favore dei Verdi guidati da Zac Polanski, un “eco-populista”. Recenti sondaggi posizionano il Labour al quarto posto dietro a Reform, i conservatori e i Verdi.

Il pacchetto anti-immigrazione è frutto della pressione di Shabana Mahmood, sostenitrice del «Blue Labour», un orientamento conservatore che ha infiltrato il governo Starmer. Mahmood si sta affermando come figura chiave, mentre la popolarità di Starmer è in calo, e il suo futuro nel partito è diventato incerto a causa di manovre politiche maldestre, rendendo la sua possibile rimozione solo una questione di tempo.

Gli occhi sono puntati su maggio 2026, quando si svolgeranno le elezioni locali, per le quali i laburisti potrebbero essere travolti. A rendere la situazione più critica è l’imminente presentazione della legge di bilancio; se i mercati la bocceranno, Starmer si troverà in una posizione di massimo pericolo.

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