Il Centro di Coordinamento per la Pace a Gaza: La Presenza Italiana e il Ruolo degli USA
DALLA NOSTRA INVIATA
KYRIAT GAT – Il nuovo Centro di Coordinamento per il piano di pace a Gaza (Cmcc), sotto la guida statunitense, ha aperto le sue porte con la partecipazione di ventuno paesi rappresentati militarmente e quaranta organizzazioni internazionali, per un totale di circa 600 persone, tra cui cinque militari e due civili italiani. L’ingresso nel Cmcc equivale a entrare in un ex magazzino commerciale a Kyriat Gat, situato a 21 chilometri a nord-est di Gaza, riporta Attuale.
Il Cmcc si presenta come un caotico hub per start-up, evocando memorie delle operazioni militari in Afghanistan, ma rappresenta anche una realtà distopica in cui la guerra per il controllo della Striscia si combatte lontano dai fronti, a scapito dei civili. Ma chi opera nel Cmcc include militari, ingegneri contractor, diplomatici e agenti dell’intelligence, con piani di lavoro articolati nei tre piani dell’edificio. Il primo piano è riservato a Israele, il terzo agli Stati Uniti, mentre il piano intermedio, accessibile alla stampa, è dedicato ai gruppi di lavoro dei vari paesi.
Il Cmcc è stato istituito il 17 ottobre come il principale centro di coordinamento per i sforzi di stabilizzazione a Gaza, a seguito di una dichiarazione firmata a Sharm el Sheikh dai leader degli Stati Uniti, Turchia, Qatar ed Egitto. Da allora, la struttura ha ricevuto visitatori di alto profilo, tra cui il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e l’inviato speciale nel Medio Oriente Steve Witkoff, oltre al consigliere Jared Kushner.
La missione ufficiale del Cmcc include il monitoraggio del fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, nonché l’elaborazione di piani ambiziosi per un futuro postbellico per la Striscia, allineati con la proposta di pace in 20 punti del presidente Trump. Attualmente, la priorità è facilitare l’ingresso degli aiuti umanitari, un compito che il Cmcc, in collaborazione con il Cogat israeliano, ha incrementato arrivando a 4,000 camion a settimana. Tra i piani futuri ci sono le comunità abitative sicure nella green zone, accompagnate dalla bonifica dei detriti ed eventi di gestione dei rifiuti e dell’acqua.
Tuttavia, nonostante l’esperienza accumulata dagli ufficiali del Cmcc, molti con un background nell’esercito da due decenni e con esperienze in Iraq e Afghanistan, ci sono preoccupazioni riguardo ai rischi di non aver imparato dagli errori del passato. La mancanza di una rappresentanza palestinese formale nel Cmcc ha sollevato critiche tra diplomatici e operatori umanitari, sottolineando che una visione esterna per Gaza difficilmente potrà avere successo senza il coinvolgimento dei palestinesi.
Infine, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che sostiene la fase due del piano di pace di Trump e chiede l’intervento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione per governare Gaza. Tuttavia, un mese dopo l’avvio delle attività del Cmcc, l’efficacia di questi sforzi rimane incerta, mentre il piano di Trump giace esposto al secondo piano del palazzo di Kyriat Gat, mentre il personale si dirige verso la mensa per il pranzo.