Progressi nei colloqui di pace tra Russia e Ucraina a Ginevra
DALLA NOSTRA INVIATA
GINEVRA – I recenti colloqui di pace a Ginevra hanno suscitato un acceso dibattito. Donald Trump ha suggerito su un post che ci potrebbero essere «grandi progressi nei negoziati di pace tra Russia e Ucraina», aggiungendo cautamente che la verità sarà evidente solo quando confermata, riporta Attuale.
Non si tratta di una semplice illusione, né di un fallimento, ma di un primo passo verso un processo diplomatico che, sebbene fragile, potrebbe portare alla pace in Ucraina dopo quasi quattro anni di conflitto. Tuttavia, le autorità russe hanno espresso scetticismo, con Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Putin, che ha affermato che «non c’è nulla di costruttivo» nel piano europeo proposto.
Le delegazioni americana, ucraina e quelle europee hanno lasciato Ginevra in mattinata. L’inviato italiano, l’ambasciatore Fabrizio Saggio, è rientrato a Roma, mentre Zelensky ha richiesto un briefing completo sulla situazione entro la serata. Durante le discussioni sono emersi solo due documenti, uno in possesso di Marco Rubio e l’altro di Andriy Yermak, braccio destro di Zelensky, evidenziando le pressioni sotto cui si trova l’Ucraina per negoziare.
Le informazioni trapelate suggeriscono che non ci sono più due piani distinti, ma un’unica bozza che incorpora alcune modifiche europee, formando un «framework» basato sui 28 punti iniziali, come affermato da Rubio. È stato redatto un nuovo documento di 19 punti, significativamente rivisto rispetto all’originale, come confermato dal viceministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, al Financial Times. Tra le modifiche, non esistono più limiti imposti alle forze ucraine, mentre certi capitoli controversi sono stati rimossi o messi in discussione.
Le questioni più delicate, come le concessioni territoriali, rimangono irrisolte, così come la gestione dei fondi russi congelati, situati nelle banche europee. Su questo tema, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avvertito che l’accordo «non si chiuderà questa settimana». L’inizio delle trattative è stato segnato da tensioni, con gli americani che hanno accusato gli ucraini di essere la fonte della fuga di notizie sui 28 punti, portando a un intenso confronto interno.
Durante le negoziazioni, era presente anche Jared Kushner, genero di Trump, nonostante non fosse documentato nelle fotografie ufficiali. Sorprendentemente, sembra essere uno dei coautori del piano iniziale, avendo intrattenuto incontri con un importante uomo d’affari russo a Miami. La connessione tra Ucraina e Gaza emerge chiaramente, condividendo mediatori e broker vicini a Trump.
Sebbene vi sia una certa ottimizzazione riguardo ai progressi emersi, voci importanti come quella del presidente finlandese Alexander Stubb avvertono che ci sono molte questioni sottese ancora da risolvere. «I negoziati sono un passo avanti, ma questioni cruciali rimangono», ha dichiarato, sottolineando che ogni decisione relativa all’UE e alla NATO dovrà essere discussa separatamente tra i membri.
Infine, la prossima fase delle discussioni richiederà un’attenta negoziazione su tutto ciò che riguarda l’Europa, con Putin che rappresenta il principale ostacolo nel dialogo. Nonostante il piano sia formalmente americano, redatto con la partecipazione russa, resta da vedere cosa accadrà se il presidente russo deciderà di rifiutare il documento, ritenendolo di parte.