Milano, 24 novembre 2025 – La pioggia non ha fermato i milanesi, nemmeno il gelo, promessa dell’inverno. Un enorme afflusso di persone ha riempito la basilica di San Marco un’ora prima dell’inizio della cerimonia per l’ultimo saluto a Ornella Vanoni, nel cuore di Brera, il suo quartiere. All’arrivo del feretro, annunciato da una massa di fiori gialli, il pubblico si è sciolto in un lunghissimo applauso, riporta Attuale.
L’affetto della città
Il saluto affettuoso della città si è manifestato in modo straordinario, con oltre 9mila visitatori che tra domenica e lunedì hanno onorato la camera ardente al Teatro Piccolo. Seduti nelle prime file c’erano il figlio Cristiano e i nipoti Matteo e Camilla, insieme a volti noti come Elodie, Iva Zanicchi, Mario Lavezzi, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Mara Maionchi, Roberto Vecchioni, Paolo Jannacci e Gianna Nannini, che ha rivelato di averle inviato un messaggio con scritto: “Cara amica mia, fai un grande concerto lassù, sopra di noi, dove sei sempre stata”. Tra gli altri, Andrée Ruth Shammah, Dori Ghezzi, Ron, Virginia Raffaele, Samuele Bersani, Fausto Leali e Mahmood, che ha dedicato una corona di peonie e rose bianche con il messaggio: “Delle stelle saranno la tua voce”.
Oltre a numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, sono state tante le persone comuni che hanno partecipato alle esequie nella piazzetta antistante la chiesa, sotto la pioggia.
Rose gialle a forma di cuore
Sull’altare si distingueva un cuscino di rose gialle a forma di cuore, dono di Gino Paoli. Sui social, il tributo di Adriano Celentano: “Cara Ornella, ti voglio ricordare come sei sempre stata: libera, simpatica, intelligente, colta, bella, con la tua voce eternamente unica. Un’artista senza tempo!” Non sono mancati esponenti delle istituzioni, dal presidente del Senato Ignazio La Russa al sindaco di Milano Giuseppe Sala, fino all’assessore alla cultura del Comune Tommaso Sacchi.
Nei minuti precedenti, ai piedi di Palazzo Lombardia, sede della giunta regionale, i tre maxischermi della pista di ghiaccio proiettavano immagini dedicate all’artista, mentre a San Marco si celebrava un saluto colorato e sonoro. Dopo l’omelia, il trombettista e compositore jazz Paolo Fresu ha suonato “L’appuntamento”.
“Domani è un altro giorno”
Il canto e il ricordo di Ornella Vanoni si sono intrecciati con le sue parole: “Domani è un altro giorno e che prima o poi ci rincontreremo”, esprimendo la fragilità e la profondità della sua carriera. Durante l’omelia, don Luigi Garbini ha sottolineato che senza fragilità e fallimenti non ci può essere arte, affermando: “Ti benedico e ti ringrazio, o Padre del cielo e della terra, perché ci hai dato Ornella”.
Canzoni e visioni
Il suo contributo resterà indelebile; quasi un secolo di vita speso tra teatro, cinema e canzoni, con la musica che l’ha posseduta fino all’ultimo. Alla fine della cerimonia, la bara coperta di fiori gialli è stata portata via, accompagnata dal canto della gente che intonava “Ma mi”, la canzone in dialetto milanese scritta per lei da Giorgio Strehler.
Giostrando tra commozione e celebrazione, la cerimonia ha indicato Ornella Vanoni non solo come una cantante o una diva, ma come un’icona che avrà un posto speciale nella memoria collettiva della musica italiana.
Che emozione vedere così tanta gente riunita per rendere omaggio a Ornella Vanoni. La sua musica ha accompagnato generazioni e il suo spirito vivrà per sempre nei nostri cuori. Anche con il freddo e la pioggia, l’affetto dei milanesi è stato incredibile. Una vera leggenda!