Il governo italiano prenota 14,9 miliardi per fondo Safe, ma la Lega: “Decida il Parlamento”

28.07.2026 23:25
Il governo italiano prenota 14,9 miliardi per fondo Safe, ma la Lega: “Decida il Parlamento”

Il governo italiano in conflitto sui fondi Safe per la difesa

Roma, 28 luglio 2026 – Il governo italiano si trova al centro di una frattura interna riguardante i fondi Safe, il prestito europeo concepito per incentivare gli investimenti sulla difesa, parte essenziale del piano ReArm Europe. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’intenzione di utilizzare quasi quindici miliardi del Safe, ma la Lega ha espresso riserve, affermando che la questione sarà decisa dal Parlamento, riporta Attuale.

In serata, Tajani ha definito le polemiche come “la solita tempesta in un bicchier d’acqua” e si è mostrato fiducioso che l’Italia “rispetterà i tempi”. Perché l’Ue ha fatto sentire la sua voce, esortando il governo italiano a prendere decisioni tempestive, poiché posticipare a dicembre non è un’opzione. La giornata ha preso avvio con Tajani che, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha spiegato che il governo ha “deciso di utilizzare Safe”, richiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, ma ha poi corretto il tiro, affermando che i fondi sono solo “prenotati” e che la quantità finale rimarrà da definire.

In commissione, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiarito che ci sono ancora valutazioni da fare riguardo ai fondi. Crosetto ha sottolineato che il Safe non è una soluzione a tutti i problemi, bensì una “scelta totalmente tecnica” alternativa ai Bot e ai Cct. Le dichiarazioni di Tajani hanno sollevato polemiche, anche nell’opposizione, con Italia Viva che ha affermato: “Dove vive il nostro ministro degli Esteri? I fondi Safe sono già prenotati, il governo deve decidere se usarli o no. Come al solito Tajani parla, poi viene richiamato all’ordine”.

Le tensioni nella maggioranza rimangono palpabili e, a pochi minuti dalle dichiarazioni di Tajani, il senatore del Carroccio Claudio Borghi ha confermato “con piacere” le “precisazioni” del vicepremier, ma ha ribadito che “non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento”. Fonti del partito hanno rinforzato questa affermazione: “l’ultima parola spetta al Parlamento”, segnalando che sebbene la crisi si sia momentaneamente calmata, la questione del riarmo è ancora incerta.

Il messaggio dell’Europa nei confronti del governo italiano è chiaro: “No time to lose”, ha ammonito il portavoce della Commissione europea. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha invitato a procedere con “un’attenta ponderazione per arrivare alla conclusione più favorevole anche per il bilancio dello Stato” poiché il Safe “impone una compartecipazione a progetti altrui” e potrebbe consentire l’utilizzo di fondi mediante “l’emissione di titoli di Stato per finalità che non necessariamente passano per una cooperazione”.

All’interno del centrosinistra si osserva una frattura: il Pd sostiene l’uso dei fondi insieme a Iv e Più Europa, mentre la sinistra si oppone. Nicola Fratoianni (Avs) ha definito “una follia” l’idea di usare quindici miliardi del fondo Safe “per il riarmo, nuove bombe e missili”, considerando le reali condizioni economiche del paese e “gli stipendi degli italiani che sono fermi al palo”. Critico anche il leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, che ha lamentato l’assenza di misure concrete per contrastare i rincari dei carburanti, sottolineando come la strada per il riarmo sia ormai tracciata.

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