Arrestato Primario Ospedaliero per Corruzione a Roma
Roma, 8 dicembre 2025 – Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha disposto gli arresti domiciliari per Roberto Palumbo, primario della Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio, accusato di aver ricevuto una tangente di tremila euro in contanti dall’imprenditore abruzzese Maurizio Terra, specializzato in apparecchiature elettromedicali, nei giorni scorsi. Palumbo è stato arrestato mentre incassava la mazzetta in un’auto parcheggiata vicino al palazzo della Regione Lazio, riporta Attuale.
Secondo le autorità, l’operazione rivela un complesso sistema di tangenti legato al trasferimento di pazienti dall’ospedale Sant’Eugenio verso il Centro Dialisi Dialeur, dove Palumbo detiene il 60% delle quote. Le indagini hanno dimostrato che ogni trasferimento di paziente comportava un pagamento di tremila euro.
Le corti di custodia cautelare rivelano che le mazzette ricevute da Palumbo erano di carattere “mensile”. Un dialogo intercettato tra Palumbo e Terra indica chiaramente il flusso di denaro mensile. Terra ha affermato: “l’unica è cambiare sistema e finisce la storia, sennò ogni mese è così”, evidenziando il carattere sistemico della corruzione.
In aggiunta, gli inquirenti hanno stabilito che Palumbo aveva un controllo significativo sulla destinazione dei pazienti, indirizzandoli verso centri specifici per massimizzare gli utili per la struttura da lui posseduta. Secondo il giudice, “il nesso di reciprocità tra la funzione esercitata dal medico e il pagamento è evidente”.
Durante l’interrogatorio, Maurizio Terra ha ammesso le sue responsabilità, mentre Palumbo, sebbene inizialmente reticente, ha operato ammissioni di responsabilità. Il giudice ha stabilito che i fatti contestati sono gravi, sottolineando la costanza con cui Palumbo ha agito, riflettendo una personalità incline alla commissione di reati.
L’avvocato di Palumbo, Antonello Madeo, ha dichiarato che la situazione è complessa e che gli indagati hanno collaborato attivamente con le autorità. Madeo ha sostenuto che le somme incassate da Palumbo derivavano da attività imprenditoriali, non da tangenti. Ha anche affermato che la convenzione stipulata con una struttura privata non ha portato danni all’ASL, sottolineando che le operazioni venivano svolte nell’ambito della legge.
Il giudice ha infine notato l’insistenza di Palumbo nel mantenere il suo ruolo nonostante le accuse, evidenziando una contraddizione tra le sue dichiarazioni di voler lasciare la funzione pubblica e la sua continua attività all’interno della struttura.