Le azioni legali negli Stati Uniti contro Intel, AMD e Texas Instruments rivelano falle nel controllo globale delle tecnologie sensibili

11.12.2025 11:10
Le azioni legali negli Stati Uniti contro Intel, AMD e Texas Instruments rivelano falle nel controllo globale delle tecnologie sensibili
Le azioni legali negli Stati Uniti contro Intel, AMD e Texas Instruments rivelano falle nel controllo globale delle tecnologie sensibili

Cinque cause in Texas dopo gli attacchi missilistici russi

Il 10 dicembre 2025 Bloomberg ha riportato la presentazione di cinque cause civili presso un tribunale del Texas contro Intel Corp., Advanced Micro Devices Inc., Texas Instruments Inc. e il distributore Mouser Electronics, parte del gruppo Berkshire Hathaway. Le azioni legali, intentate da decine di civili ucraini, accusano le aziende di non aver impedito l’utilizzo delle loro tecnologie in armi russe impiegate in attacchi tra il 2023 e il 2025. Secondo le denunce, componenti riconducibili ai produttori statunitensi sarebbero stati individuati in droni di fabbricazione iraniana e in missili da crociera Kh-101 e balistici Iskander. Le società sono accusate di “negligenza aziendale” per presunti fallimenti nei sistemi di controllo dell’export sensibile e nella prevenzione del traffico illecito di microchip. La competenza territoriale texana deriva dalla presenza, nello Stato, delle sedi centrali o di grandi strutture operative dei gruppi tecnologici coinvolti. Il quadro delle accuse è stato delineato nei documenti giudiziari citati da Bloomberg.

Le falle del regime sanzionatorio e il ruolo delle tecnologie occidentali nella guerra

Indagini precedenti hanno mostrato come le sanzioni e i controlli all’esportazione non siano riusciti a impedire che microchip prodotti da aziende statunitensi ed europee finissero nei sistemi d’arma russi. Questi componenti costituiscono l’elemento centrale di droni, bombe plananti e missili utilizzati nei bombardamenti contro infrastrutture civili ucraine. In audizioni al Congresso, dirigenti di Texas Instruments hanno ribadito l’assoluta contrarietà dell’azienda all’uso militare non autorizzato dei propri chip, riconoscendo tuttavia che qualsiasi fornitura verso la Russia è “illegale e non consentita”. Le autorità statunitensi, da parte loro, avvertono da anni i produttori che è necessario un controllo più rigoroso delle catene di distribuzione internazionali per limitare le triangolazioni attraverso Paesi terzi.

Una rete sofisticata di elusione costruita da Mosca

Le cause avviate negli Stati Uniti gettano nuova luce sulla rete di società di comodo, intermediari e piattaforme commerciali che la Russia utilizza per aggirare le restrizioni occidentali. Attraverso giurisdizioni offshore e operatori riconducibili a partner esterni, il Cremlino riesce a mascherare l’origine e la destinazione finale dei componenti, accumulando microchip critici per la produzione di armi di precisione. Questa struttura complessa rivela vulnerabilità profonde nei meccanismi globali di monitoraggio dell’export tecnologico e mostra come Mosca combini canali legali e illegalità in un’unica catena di approvvigionamento ibrida.

Responsabilità aziendale e nuove sfide per la sicurezza internazionale

L’uso comprovato di microchip occidentali in sistemi d’arma russi mette in evidenza la dimensione etica e giuridica del problema. I componenti che ottimizzano navigazione, precisione e guida dei missili sono direttamente collegati alle vittime civili degli attacchi russi: distruzione di edifici, blackout energetici e perdita di vite umane. Anche qualora le deviazioni siano avvenute tramite intermediari, i fallimenti nei controlli costituiscono un rischio reputazionale e un possibile terreno per nuove responsabilità legali. Le cause texane potrebbero rappresentare un precedente capace di ridefinire gli standard globali di responsabilità aziendale nei conflitti armati.

Verso un regime sanzionatorio più efficace e coordinato

La persistenza di flussi illeciti verso la Russia sottolinea la necessità di rafforzare i regimi sanzionatori con strumenti più intelligenti e mirati, inclusa l’applicazione di sanzioni secondarie contro intermediari e società di Paesi terzi. Senza colpire gli attori che facilitano il contrabbando tecnologico, qualsiasi embargo resta incompleto. Allo stesso tempo, l’esperienza della guerra in Ucraina dimostra che il solo autoregolamentarsi delle imprese non basta: serve un sistema integrato di monitoraggio tra governi, servizi di intelligence e industria high-tech per tracciare in tempo reale le catene di fornitura sospette.

In assenza di tali misure, la Russia continuerà a sfruttare le lacune del sistema commerciale internazionale, trasformando componenti civili in strumenti letali sul campo di battaglia europeo.

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