Jeffrey Epstein: un’inchiesta sui segreti finanziari di un’ossessione americana
Il New York Times ha condotto un’approfondita inchiesta sul misterioso accumulo della fortuna di Jeffrey Epstein, analizzando diari, documenti finanziari e testimonianze di persone che lo conobbero dagli anni ’70 ai primi anni 2000. Il vero talento di Epstein, più che nelle sue capacità matematiche o musicali, risiedeva nell’arte di ingannare gli altri, riporta Attuale.
Epstein, che all’inizio del 1976 era un insegnante di matematica a Manhattan, ha intrapreso la sua carriera finanziaria dopo un incontro casuale a una festa d’arte. Questo evento lo portò a firmare un contratto con Bear Stearns, ricevendo un salario iniziale di 25.000 dollari all’anno, equivalente a circa 140.000 dollari attuali. Nonostante la sua umile origine e la persuasività, Epstein ha dimostrato di avere un’abilità ineguagliabile nel mantenere relazioni strategiche, talvolta utilizzando la manipolazione per raggiungere i suoi fini.
Le sue prime promozioni, tra cui l’aumento di stipendio a 200.000 dollari nel 1980, coincidevano con una vita personale in espansione, evidenziata dall’assegnazione del titolo di “scapolo del mese” dalla rivista Cosmopolitan. Tuttavia, la sua carriera ha preso una piega inaspettata nel 1981, quando un’indagine interna lo ha visto coinvolto in una violazione delle leggi finanziarie. Nonostante le conseguenze, ha mantenuto i contatti con i suoi clienti e ha continuato a ottenere capitali dai prestiti.
A metà degli anni ’80, Epstein e la sua azienda di consulenza finanziaria stavano prosperando. Trasferendosi in uffici di prestigio, guadagnava 25.000 dollari al mese dai suoi facoltosi clienti. Tuttavia, in questo periodo, il suo socio di affari era coinvolto in un’enorme frode Ponzi, portando a un’altra testimonianza dell’ambiguo percorso di Epstein nel mondo finanziario.
La vita di Epstein cambiò ulteriormente quando incontrò Les Wexner, magnate di Victoria’s Secret. Wexner divenne il suo unico cliente, permettendogli di gestire in modo discrezionale enormi somme di denaro, spesso prelevando miliardi dai conti. Questo meccanismo consolidò ulteriormente la sua posizione di rilievo nel panorama politico e sociale, permettendogli di costruire rapporti anche con politici e celebrità.
Epstein continuò ad ampliare il suo status sociale, acquistando una villa vicino alla residenza di Donald Trump in Florida e stabilendosi in un appartamento a New York con un affitto mensile di 15.000 dollari. A partire dal 1990, l’incontro con Ghislaine Maxwell segnò un’ulteriore espansione delle sue reti sociali, ma dai rapporti privati emerse anche la sua condotta illecita nei confronti di donne molto giovani.
Concludendo l’inchiesta, il New York Times ha rivelato che nel 1998 Epstein aveva superato i 100 milioni di dollari di patrimonio, grazie anche all’acquisto dell’isola di Little St. James. Questo luogo nei Caraibi non solo offriva vantaggi fiscali, ma si rivelò essere una tetragona sede per attrarre le sue vittime. La squadra investigativa ha scoperto molte informazioni sul finanziere scomparso nel 2019, ma tantissimo resta ancora da svelare. Il Congresso ha richiesto la divulgazione di tutte le prove in possesso del dipartimento di Giustizia entro la scadenza del 19 dicembre.