La proliferazione delle cozze quagga minaccia l’ecosistema del lago di Ginevra
Negli ultimi dieci anni, il lago di Ginevra in Svizzera è stato colpito da una profonda trasformazione ecologica a causa dell’introduzione delle cozze quagga (Dreissena rostriformis), una delle specie invasive più potenti al mondo. A partire dal 2015, questo mollusco ha colonizzato il lago con una densità preoccupante, comportando danni irreversibili per la fauna locale, la pesca e le infrastrutture, riporta Attuale.
Le origini della cozza quagga possono essere ricondotte al lago d’Aral e al Mar Nero. Questi organismi si sono diffusi nel pianeta grazie a correnti acquatiche e alla navigazione, riuscendo ad ancorarsi agli scafi delle imbarcazioni e ad invadere nuovi habitat. Negli Stati Uniti, la loro presenza ha già creato significativi problemi ambientali, mentre in Europa, incluso il lago di Ginevra, era meno preoccupante fino a qualche anno fa.
Ogni cozza raggiunge una dimensione di circa quattro centimetri e vive tra i 3 e i 5 anni. Il loro tasso di crescita è influenzato da fattori ambientali come la disponibilità di nutrienti, la concentrazione di ossigeno e la temperatura dell’acqua, che è aumentata recentemente a causa del riscaldamento globale.
Queste cozze si fissano al fondale, ma le loro larve sono libere di nuotare, consentendo rapidità nella colonizzazione: nel lago di Ginevra, sono state registrate densità medie di 4.000 cozze per metro quadrato, con picchi che superano i 35.000 in alcune aree. Le rilevazioni hanno identificato la specie a profondità di 250 metri, in un ambiente dove pochi altri organismi riescono a sopravvivere, considerando che il lago di Ginevra ha una profondità massima di circa 310 metri.
Una ricerca del 2024 ha evidenziato che il 100% dei campioni di molluschi prelevati erano cozze quagga, escludendo praticamente la presenza di altri organismi come gamberetti e altre specie di cozze storicamente presenti nel lago. Ognuna di queste cozze è in grado di filtrare fino a due litri d’acqua al giorno, privando altre specie di nutrienti e creando un significativo impatto sulla catena alimentare, con il rischio di una riduzione delle popolazioni di pesci. Inoltre, l’attività di filtraggio delle cozze rende l’acqua più limpida, favorendo ulteriormente la proliferazione delle quagge.
Il danno ambientale si accompagna a un grave impatto infrastrutturale: le cozze quagga ostruiscono le tubazioni che prelevano acqua dal lago, influenzando attività cruciali come quelle dell’Istituto federale svizzero di Tecnologia di Losanna, impegnato nello sviluppo di un reattore sperimentale per la fusione nucleare, nonché il raffreddamento dei data center e i sistemi per la potabilizzazione dell’acqua.
Il consenso scientifico indica che, una volta stabilite in un lago, le cozze quagga non possono essere eradicate, suggerendo la necessità di programmi futuri di gestione e mitigazione. Sebbene nuove specie potrebbero emergere per nutrirsi di questi molluschi, ciò avverrà in un ecosistema profondamente alterato e non recuperabile. Le misure preventive, come ispezioni e pulizie regolari degli scafi delle imbarcazioni e delle attrezzature da pesca, sono essenziali per limitare la diffusione di questa specie invasiva in nuove aree.
Incredibile come una piccola creatura possa stravolgere un ecosistema intero! Non ci rendiamo conto di quanto siano fragili questi ambienti. Un po’ come in Italia, dove ci sono problemi simili… Dobbiamo fare attenzione e agire prima che sia troppo tardi!