Il video inedito del generale Xu Qinxian che si oppose all’ordine di reprimere la protesta di Tienanmen

18.12.2025 16:15
Il video inedito del generale Xu Qinxian che si oppose all'ordine di reprimere la protesta di Tienanmen

Il drammatico processo del generale Xu Qinxian rispolverato da un video

Emergono nuove informazioni sul processo del generale Xu Qinxian, che nel 1989 rifiutò di obbedire agli ordini del Partito comunista cinese durante le proteste di Piazza Tiananmen. Le sue dichiarazioni durante il processo, dove affermò che “questo comando non reggerà alla prova della Storia”, sono state recentemente rese pubbliche attraverso un video, sollevando interrogativi sulla verità storica e sul costo umano del massacro. Pechino ha già risposto rimuovendo il direttore dell’Ufficio sul segreto di Stato e il suo vice, riporta Attuale.

Il generale Xu, che all’epoca dei fatti aveva 54 anni, comandeva il 38° Corpo d’armata, incaricato di reprimere le manifestazioni studentesche. Nel marzo del 1990, nove mesi dopo gli eventi tragici, fu sottoposto a processo militare e condannato in un’audizione segreta, finendo per essere rimosso dalla storia ufficiale, anche dopo la sua morte nel 2021.

Il video recentemente pubblicato mostra sei ore di requisitoria dei giudici e delle risposte del generale, il quale era presente in aula senza spettatori e in abbigliamento da detenuto. Durante il processo, Xu spiegò il suo rifiuto di obbedire, avvertendo del pericolo di un confronto violento con i manifestanti. “Un comandante che avesse eseguito l’ordine avrebbe potuto diventare un eroe, ma se la situazione fosse stata gestita male, sarebbe stato un peccatore e un criminale davanti alla storia”, ha dichiarato.

Le testimonianze nel processo rivelano che l’ordine di utilizzare la forza contro gli studenti era stato impartito verbalmente a diversi generali. Xu si oppose fermamente e dichiarò ai suoi ufficiali che le decisioni sul uso della forza militare dovevano essere discusse nel Congresso Nazionale del Popolo, affermando che non poteva agire solo in nome del Partito.

La Commissione militare centrale giudicò tale condotta come “intollerabile”, portando all’espulsione di Xu dall’esercito e a una pena di cinque anni di prigione. La sua vicenda rimase nascosta fino al 2011, quando un giornale di Hong Kong lo intervistò, scoprendo che non aveva mai rimpianto la sua scelta di non partecipare alla repressione.

Il video del processo, rilasciato a fine novembre su piattaforme come X e YouTube, offre un’importante testimonianza sull’evento storico e ha suscitato un’enorme attenzione. Tuttavia, Pechino ha reagito rapidamente, con la rimozione di due funzionari chiave, evidenziando la sensibilità del regime rispetto a questioni di contenuti storici controversi e alla gestione della memoria collettiva.

1 Comment

  1. Ma che storia incredibile quella del generale Xu! Davvero sorprendente come il regime reagi in modo così tempestivo. In Italia, abbiamo anche noi i nostri momenti di censura, ma questa vicenda è su un altro livello. Se avesse gestito la situazione diversamente, chissà come lo avrebbero ricordato!

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