La Corte di Cassazione conferma il pagamento di oltre un miliardo di euro a TIM
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, confermando che lo stato dovrà pagare una cifra di poco superiore a un miliardo di euro all’azienda di telecomunicazioni TIM, riporta Attuale.
La sentenza è definitiva e chiude una lunga vicenda legale iniziata nel 2000, relativa al pagamento di un canone per l’utilizzo della rete telefonica nel 1998. Le normative europee prevedevano, proprio a partire da quell’anno, la privatizzazione delle reti telefoniche; tuttavia, il governo italiano dell’epoca richiese un contributo obbligatorio calcolato in base al fatturato delle aziende di telecomunicazioni, che per TIM ammontava a circa 500 milioni di euro.
Nel 2000, TIM presentò ricorso, e la questione è stata esaminata da vari tribunali italiani e dalla Corte di giustizia europea, la quale nel 2020 stabilì che la richiesta di un contributo violava la direttiva europea sulla concorrenza nelle telecomunicazioni. Successivamente, nel 2024, la Corte d’Appello di Roma decretò un risarcimento di un miliardo di euro, somma comprendente il pagamento iniziale più gli interessi maturati.
Nonostante il governo abbia fatto nuovamente ricorso, la Cassazione ha confermato la sentenza sabato scorso. Questo pagamento non dovrebbe avere effetti negativi sui conti pubblici, poiché all’interno della manovra di bilancio attualmente in fase di approvazione per il 2026, è stato istituito un fondo di circa 2,2 miliardi di euro a garanzia di contenziosi legali nazionali ed europei.