Israele approva 19 nuove colonie in Cisgiordania aumentando la tensione nella regione

21.12.2025 16:15
Israele approva 19 nuove colonie in Cisgiordania aumentando la tensione nella regione

Israele approva la creazione di 19 nuove colonie in Cisgiordania

Il governo israeliano ha approvato la creazione di 19 nuove colonie in Cisgiordania, un territorio che occupa illegalmente proprio attraverso la costruzione di colonie. A fine maggio il governo ne aveva approvate altre 22: era stata la più grande espansione degli ultimi decenni, riporta Attuale.

Questo piano mira a completare la rioccupazione delle quattro località della Cisgiordania da cui Israele si era ritirato nel 2005, quando aveva anche abbandonato le colonie nella Striscia di Gaza. Due di queste località, Homesh e Sa-Nur, erano incluse nel provvedimento di maggio; ora sono state aggiunte le ultime due, Ganim e Kadim.

Delle 19 colonie approvate domenica, 11 saranno nuovi insediamenti, mentre 8 sostituiranno quelli definiti “avamposti”, dove alcuni coloni si insediano autonomamente, occupando terreni e costruendo abitazioni anche prima del riconoscimento da parte del governo israeliano, che comunque li tollera piuttosto apertamente.

Negli ultimi anni, durante la guerra a Gaza, è aumentato significativamente sia il numero delle colonie sia quello degli avamposti. Il governo ha approvato 69 nuove colonie, inclusa l’ultima espansione. Il gruppo di attivisti israeliano Peace Now ha contato più di 142 nuovi avamposti costruiti dai coloni tra il 2024 e il 2025: più di quelli di tutti i vent’anni precedenti.

Gli avamposti spesso sorgono attorno a centri palestinesi già esistenti, con l’obiettivo di circondarli. Una recente inchiesta del New York Times ha documentato questo accerchiamento nella zona di al Mughayir. La proliferazione delle colonie israeliane in Cisgiordania ha raggiunto livelli storici, come ribadito di recente dall’ONU.

L’espansione di domenica è stata annunciata dai ministri della Difesa, Israel Katz, e delle Finanze, Bezalel Smotrich, del governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu. Il comunicato del governo si è soffermato sulla posizione “altamente strategica” delle nuove colonie.

Da tempo l’estrema destra religiosa alleata di Netanyahu, di cui fa parte Smotrich, considera le colonie lo strumento per perseguire l’occupazione integrale della Cisgiordania e impedire la nascita di un futuro stato palestinese. È l’obiettivo esplicito di uno dei piani di espansione più noti, approvato a fine agosto e noto come E1, che di fatto divide in due la Cisgiordania. Smotrich lo aveva presentato come un modo per “cancellare dalla mappa” lo stato palestinese.

In parallelo all’espansione territoriale, è aumentata anche l’aggressività dei coloni, che beneficiano della legittimazione politica del governo e della protezione dell’esercito israeliano. I loro attacchi alla popolazione palestinese sono diventati più frequenti e violenti, con più di 8 attacchi al giorno registrati durante la stagione della raccolta delle olive, il numero più alto dal conteggio di tali incidenti.

Oltre a invadere territorialmente la Cisgiordania, Israele ha diversi modi per controllarla a livello economico. Da maggio, ad esempio, trattiene quasi mezzo miliardo di euro che riscuote per conto dell’Autorità nazionale palestinese, i quali dovrebbero essere versati. L’ANP è l’entità parastatale che governa alcune zone della Cisgiordania in modo semi-autonomo. Il blocco dei versamenti ha l’obiettivo di creare problemi finanziari all’ANP, impedendole di pagare stipendi e servizi pubblici.

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