Italia in preda all’influenza: attesa per il bollettino sanitario
Milano, 27 dicembre 2025 – L’influenza sta provocando numerosi contagi tra gli italiani, costringendo molti a restare a letto durante le festività natalizie. La diffusione è aggravata dalla variante K del virus A/H3N2 e si attende il nuovo bollettino dell’Istituto superiore di sanità. Tradizionalmente pubblicato il venerdì, l’aggiornamento, previsto per ieri, sarà disponibile solo lunedì 29 dicembre, a causa delle festività. Questa decisione ha suscitato polemiche e i dati sono previsti in ulteriore aumento, con il picco atteso per gennaio, riporta Attuale.
Durata. Secondo Alessandra Bandera, direttrice delle Malattie infettive del Policlinico di Milano, “l’andamento epidemiologico varia e il picco può verificarsi in momenti differenti del periodo autunno-inverno: quest’anno il periodo di incubazione è breve e si manifesta nel giro di 2 giorni dal contagio, con possibilità di infettare già da 24 ore prima della comparsa dei sintomi. La durata dell’influenza invece è di 7–10 giorni, anche se la stanchezza può persistere oltre, soprattutto negli anziani o nei soggetti con patologie pregresse”.
Sintomi. “I sintomi sono simili a quelli causati da altre infezioni virali. Si manifestano in modo improvviso, con febbre elevata, dolori muscolari diffusi, tosse e intensa sensazione di stanchezza. Possono anche includere mal di testa, brividi, perdita di appetito e mal di gola. Nei bambini, a volte, si presenta nausea e diarrea. Nei soggetti più fragili, le complicazioni possono richiedere l’intervento medico, sviluppando polmonite, difficoltà respiratorie e confusione mentale, con possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale, fino a complicanze cardiache”, spiega Bandera.
Trasmissione. I virus influenzali si trasmettono prevalentemente attraverso l’aria e si diffondono facilmente tramite goccioline di saliva prodotte tossendo, starnutendo o semplicemente parlando, specialmente in ambienti affollati. La trasmissione avviene anche per contatto diretto con persone infette o per contatto indiretto attraverso oggetti contaminati. “Le persone infette sono contagiose da un giorno o due prima che i sintomi compaiano e fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia, talvolta fino a 10 giorni dopo. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane”, avverte l’Istituto superiore di sanità.
Il virologo Fabrizio Pregliasco ha avvertito che le infezioni respiratorie acute potrebbero raggiungere “intorno al milione”, con “una prevalenza della quota di influenza”. Secondo Pregliasco, “la settimana scorsa erano ancora i bimbi piccoli i più colpiti, e gli effetti complessivi delle feste di Natale li vedremo alla riapertura delle scuole”. Il picco dell’epidemia è atteso in gennaio.
Oltre all’influenza, il direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, ha segnalato anche la circolazione di enterovirus con nausea e dissenteria, chiarendo che “mentre l’influenza intestinale è diversa dall’influenza respiratoria”. Pregliasco ha anche avvertito che le abbuffate possono dare origine a disturbi gastrointestinali.
Il ritardo nel rilascio del bollettino non è passato inosservato. Il virologo Roberto Burioni ha espresso preoccupazione in merito, affermando che “le malattie non conoscono feste” e che i dati sull’influenza, disponibili solo dal 29 dicembre, sarebbero stati utili per affrontare l’emergenza sanitaria. Anche Matteo Bassetti, infettivologo, ha ripreso il tema, sottolineando l’importanza di avere informazioni tempestive per monitorare la situazione.