Trump e Zelensky: «Progresso verso la pace», ma restano nodi critici da risolvere

29.12.2025 00:05
Trump e Zelensky: «Progresso verso la pace», ma restano nodi critici da risolvere

Trump e Zelensky al Mar-a-Lago: Progressi nella ricerca della pace, ma permangono nodi critici

Il 27 dicembre 2025, il presidente statunitense Donald Trump ha descritto i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky come un passo avanti significativo verso un accordo di pace, nonostante le questioni irrisolte che persistono, riporta Attuale.

Durante il loro settimo incontro, Trump ha espresso ottimismo, ritenendo che entrambe le nazioni vogliano raggiungere la pace, ma ha anche riconosciuto che le posizioni restano distanti. Il presidente ha ammesso che, sebbene siano stati compiuti progressi, ci sono ancora “questioni spinose” riguardanti i territori in conflitto, in particolare il Donbass.

Zelensky ha mostrato un certo grado di fiducia durante l’incontro, affermando che si era vicini a un “accordo al 90% sul piano in 20 punti” e che le garanzie di sicurezza erano “risolte al 100%”, anche se Trump ha corretto, fissando la percentuale al 95%. Questi dettagli evidenziano come, nonostante i progressi, ci siano notevoli divergenze tra le richieste ucraine e le posizioni russe.

Trump ha confermato che stava esplorando la possibilità di instaurare una zona economica libera per il Donbass, evidenziando l’importanza della razionalità politica da parte di Kiev per porre fine al conflitto. Nella sua conversazione precedente con il presidente russo Vladimir Putin, Trump ha descritto la comunicazione come “buona e molto costruttiva”, indicando che Putin era “molto serio” riguardo alla pace.

Le preoccupazioni di Kiev riguardo al contenuto della conversazione tra Trump e Putin sono state amplificate dai ricordi di precedenti interazioni, che avevano portato a decisioni sfavorevoli per l’Ucraina, come nel caso dell’incontro di ottobre. Il clima durante l’arrivo di Zelensky in Florida è stato teso e alcuni consiglieri hanno suggerito di rinviare l’incontro. La situazione è stata ulteriormente complicata dall’atteggiamento di Trump, che ha bruscamente invitato i giornalisti a lasciare la stanza al termine della conferenza.

A fianco di Trump, erano presenti il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth, mentre Zelensky si è presentato con un team amplificato, includendo importanti funzionari come il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale, Rustem Umerov, e il ministro dell’Economia Oleksii Sobolev. Oltre ai temi del Donbass e delle garanzie di sicurezza, è stata discussa anche la questione del controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Al termine del faccia a faccia, Zelensky ha annunciato un incontro previsto a Washington per gennaio con Trump e gli alleati europei. Significativo è stato anche il fatto che Trump ha espresso la sua disponibilità a visitare l’Ucraina e a parlare al parlamento di Kiev, segnando un potenziale acceleramento dei negoziati diplomatici, il cui esito dipenderà in gran parte dalla posizione di Mosca.

1 Comment

  1. Ma che situazione delicata! 🤔 Da un lato, c’è ottimismo, dall’altro, nodi ancora da sciogliere. Sembra quasi che da Trump ci si aspetti sempre di più, ma ci son troppe incognite… E poi questa storia del Donbass non la si risolve certo con un “accordo al 90%”! Troppa cautela, ma chi ha paura della Russia?

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