Ottuagenari al potere: il 2026 non offre opportunità ai giovani

01.01.2026 10:05
Ottuagenari al potere: il 2026 non offre opportunità ai giovani

Ottuagenari sempreverdi: il 2026 non fa spazio ai giovani

Il 2026 si preannuncia come un anno difficile per i giovani in molte nazioni, dove gli ottuagenari continuano a esercitare un’influenza schiacciante nella politica. In Uganda, le elezioni del 15 gennaio vedranno la partecipazione dell’ottantunenne Yoweri Kaguta Museveni, al potere da quarant’anni, che si candida per un settimo mandato, riporta Attuale.

Le elezioni si terranno in un contesto di rigoroso controllo mediatico e intimidazione nei confronti degli avversari. Museveni ha già avviato una campagna elettorale caratterizzata dalla sua presenza visibile in tutto il Paese, con manifesti che promuovono la sua rielezione. Gli oppositori, tra cui il popolare cantante reggae Bobi Wine, promettono una lotta per la democrazia e un’opposizione al regime.

Oltre all’Uganda, altri Paesi come il Costa Rica, la Thailandia, il Bangladesh e il Benin sono interessati a elezioni che potrebbero alterare il panorama politico. In questi contesti, continuiamo a vedere una predominanza di leader anziani, spesso accompagnati da accuse di autoritarismo. In Bangladesh, l’81enne Muhammad Yunus guida un governo ad interim dopo l’estromissione della premier Sheikh Hasina, arrestata per crimini contro l’umanità.

Negli ultimi mesi, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato drasticamente, con il 43% dei giovani in cerca di lavoro in Uganda. La pressione economica e la corruzione istituzionale alimentano il desiderio di cambiamento. Tuttavia, nonostante le promesse di una maggiore democrazia e opportunità, il dominio di leader anziani continua a frenare le ambizioni delle nuove generazioni, come dimostra la paura di ritorsioni per chi manifesta un’opinione contraria al regime. Quest’anno, la sfida ai regimi consolidati sembra più difficile che mai.

Inoltre, i risultati delle elezioni in altri paesi, come la Repubblica Centrafricana e le recenti dinamiche in Guinea, evidenziano trend simili: maggioranza di leadership autocratica e silenziamento dell’opposizione. Le elezioni nella Repubblica Centrafricana si sono svolte in un contesto di relativa stabilità dopo anni di conflitto, ma sono state criticate per la mancanza di legittimità. Allo stesso modo, la Guinea ha visto il ritorno del generale Mamadi Doumbouya, un ex golpista noto per la sua strategia di accaparramento delle risorse.

Il 2026 segnerà quindi un anno di sfide per le nuove generazioni, costrette a confrontarsi con una politica dominata da leader ultranovantenni, in un contesto globale dove la giovinezza cerca di affermarsi contro l’immobilismo e l’autoritarismo.

1 Comments

  1. Non riesco a credere che nel 2026 ci siano ancora leader così anziani a governare! È veramente ingiusto per i giovani, che hanno voglia di cambiare. Ogni volta che leggo di queste elezioni, mi viene da pensare che chi dovrebbe avere il futuro in mano è ancora costretto a lottare contro il passato. Che tristezza…

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