Morta Chiara Costanzo, tre feriti ignoti tutti maschi: il padre chiede giustizia

03.01.2026 22:55
Morta Chiara Costanzo, tre feriti ignoti tutti maschi: il padre chiede giustizia

Crans-Montana – Le speranze si sono arrese all’aritmetica del dolore: “I feriti senza un nome sono tre e tutti maschi, aspettiamo solo l’ufficialità”. Il nome di Chiara Costanzo si aggiungerà nelle prossime ore all’elenco delle vittime italiane accertate di Crans-Montana: “Per esclusione abbiamo la certezza che Chiara sia in un altro elenco, quello delle vittime”, dice il padre Andrea a Repubblica: “Per l’ufficialità ci vorranno parecchi giorni, per via degli esami accurati del Dna. Attendiamo. Ma per noi c’è già”, riporta Attuale.

“La figlia più straordinaria che abbia mai calcato la Terra”

Aveva solo 16 anni, Chiara. Studentessa del liceo scientifico Moreschi di Milano, ginnasta di talento. Figlia, soprattutto: “La più straordinaria che abbia mai calcato la Terra. Eccelleva in tutto ciò che faceva, sia a scuola sia nello sport. Era un’ottima ginnasta artistica, sciava in modo impeccabile, amava la natura e parlava in inglese come una madrelingua. Aveva una curiosità pazzesca e una disciplina naturale, mai ostentata”. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, esprime “il profondo cordoglio di tutta la Lombardia e la mia personale vicinanza alla mamma e al papà di Chiara Costanzo, ai fratelli, agli amici e ai compagni di scuola: un dolore immenso per una giovane vita spezzata troppo presto”.

“Non studiava per dovere, ma per capire: aveva la media dell’otto e mezzo”

Intelligente, solare, empatica. Dotata di un’ironia contagiosa. Così la descrive il padre Andrea, ex dirigente Bayer: “Milano era la sua quotidianità. Il liceo scientifico Moreschi era il suo mondo: lo studio, le amicizie, i docenti. Chiara era una ragazza seria ma mai rigida, curiosa, capace di appassionarsi. Non studiava per dovere, ma per capire: aveva la media dell’otto e mezzo. Parlava l’inglese come l’italiano”. Voleva seguire le orme della sorella maggiore: la laurea in Economia, magari la Bocconi, “e poi sarebbe andata all’estero. Amava scoprire i posti, viaggiare”.

“Ora ho solo un grande vuoto. Vorrei che Chiara non fosse ‘solo’ un nome in una lista di vittime. Perché lei non è mai stata un numero”

“Una volta che avrò elaborato questo lutto, anch’io andrò alla ricerca della giustizia”

Chiara aveva scelto Le Constellation per caso e all’ultimo momento: “In altri locali non c’era posto”. Quel bar non era una novità per la sua comitiva di amici: “C’erano stati altre volte. E mia figlia non avrebbe mai accettato di andare in un posto poco sicuro”. Il dolore, conclude papà Andrea, è più grande della sete di giustizia: “Non so nemmeno se arriverà mai”, la giustizia, “ora ho solo un grande vuoto. Vorrei che non fosse ‘solo’ un nome in una lista di vittime. Perché lei non è mai stata un numero”. E ancora: “Una volta che avrò elaborato questo lutto, anch’io andrò alla ricerca della giustizia. Lo devo a mia figlia, che sapeva sempre distinguere il giusto dallo sbagliato. Penso ci siano responsabilità che devono essere tirate fuori. Arriverà anche la fase per avere quelle risposte”.

“Non voleva nemmeno venire a Crans-Montana: pensava di festeggiare con un’amica”

Fu il nonno a comprare casa a Crans-Montana, racconta il papà di Chiara a Repubblica: “Siamo sempre venuti in paese, i nostri figli da bambini hanno coltivato le loro amicizie. Quest’anno Chiara non voleva nemmeno venire: pensava di festeggiare il Capodanno con un’amica in un’altra località ma non c’era posto. Così siamo tornati qui anche questa volta. Noi spingevamo lo stesso perché uscisse a divertirsi. Ovvio che queste parole, dette adesso, suonano in maniera diversa. La vita è bastarda. E io adesso mi sento una grande responsabilità addosso…”. I Costanzo hanno altri tre figli, due sono più piccoli di Chiara: “Erano legatissimi. È il sogno di ogni genitore vedere i figli che vanno d’accordo. Si volevano un bene dell’anima. Chiara era il collante. Era speciale”.

Il ricordo della società di atletica

La società Athena 2 “si stringe alla famiglia, alla società, alle compagne e agli allenatori di Chiara Costanzo. Una tragedia come quella avvenuta a Crans-Montana non dovrebbe mai accadere. La società Athena 2 si stringe al dolore della famiglia di Chiara e di tutti i ragazzi coinvolti”.

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