Riforma del sistema giudiziario e referendum: la posizione del governo italiano
Roma, 10 gennaio 2026 – Tra settanta giorni (22-23 marzo) si voterà per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati: un termine riduttivo, poiché le funzioni del pubblico ministero sono già di fatto separate da quelle del magistrato giudicante. La vera novità è il sorteggio dei membri – laici e togati – che comporranno i due distinti consigli superiori della magistratura e l’Alta Corte di giustizia, anch’essa composta da membri sorteggiati. Tali modifiche preoccupano l’associazione nazionale magistrati, che con una decisione sorprendente sta pubblicizzando il No al referendum, chiedendo agli elettori se sono favorevoli a sottoporre la magistratura al potere politico, una realtà presente nella quasi totalità dei paesi occidentali, ma assente in Italia e mai ventilata nemmeno da questo governo, riporta Attuale.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accusato l’associazione nazionale magistrati di diffondere false informazioni sul governo, affermando che i cartelloni esposti nelle stazioni per promuovere il No alla sottomissione dei giudici al potere politico delegittimano la magistratura stessa. Meloni ha sostenuto: “Se chi ha nel suo DNA la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo lo delegittima”. Inoltre, ha espresso preoccupazione per alcuni magistrati che, a suo avviso, stanno vanificando il lavoro del governo e del Parlamento nella lotta alla criminalità, citando eventi recenti nel campo dell’immigrazione e mancate espulsioni che potrebbero compromettere la sicurezza pubblica.
Il tema della sicurezza, sul quale anche la sinistra si mostra sensibile, rappresenta uno dei banchi di prova nell’anno e mezzo che ci separa dalle elezioni, dato che non ci saranno voti anticipati e Meloni non intende recarsi al Quirinale. Altri temi cruciali includono la sanità, sorprendentemente non menzionata nelle quaranta domande rivolte a Meloni, e il piano Casa per studenti e famiglie a basso reddito.
La Meloni ha dimostrato una certa abilità nel proteggere i suoi alleati di governo, chiarendo le distinzioni tra le posizioni di Matteo Salvini e quelle di Roberto Vannacci riguardo la Russia, e valorizzando il ruolo di Antonio Tajani in Forza Italia. Alcuni osservatori hanno interpretato questo come una difesa contro possibili tentativi di ‘commissariamento’ da parte della famiglia Berlusconi. Inoltre, ha esposto il suo punto di vista sulla politica estera, scegliendo una posizione rigorosa nei confronti della Russia, sostenendo che l’Europa deve intrattenere rapporti con l’Italia, pur rimanendo ferma contro Putin.
Infine, Meloni ha rivendicato la difesa della Groenlandia e il rispetto del diritto internazionale in Venezuela, segnalando l’impegno italiano su questi fronti.
Ma dai, questa riforma sembra un po’ troppo ambiziosa! Separare le carriere va bene, ma sorteggiare i membri delle istituzioni? Non rischiamo di trovarci con gente poco competente, invece che con esperti? La politica deve rimanere a distanza dalla giustizia. I magistrati non possono essere sottoposti a pressioni… la sicurezza è fondamentale, ma non a qualsiasi prezzo!