Morto vigilante per ipotermia a cantiere delle Olimpiadi di Milano Cortina

11.01.2026 06:25
Morto vigilante per ipotermia a cantiere delle Olimpiadi di Milano Cortina

Tragedia a Cortina: Vigilante morto per freddo polare durante le Olimpiadi

Pietro Zantonini, un vigilante di 55 anni originario di Brindisi, è deceduto nella notte dell’8 gennaio in un cantiere per le Olimpiadi di Milano Cortina, dove le temperature hanno raggiunto i meno dodici gradi. La notizia ha scosso profondamente la famiglia, i colleghi e i sindacati, sollevando interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in condizioni climatiche estreme, riporta Attuale.

Zantonini stava svolgendo il suo turno di vigilanza di fronte allo stadio del ghiaccio di Cortina, in un’area non gestita dalla Simico, la società per le infrastrutture olimpiche, ma da una ditta esterna. Le cause precise della morte non sono ancora chiare, ma si ipotizza che possano essere ricondotte a un arresto cardio-circolatorio dovuto all’ipotermia. Le autorità competenti hanno avviato un’inchiesta e l’autopsia, affidata all’anatomopatologo Andrea Porzionato, dovrebbe chiarire le circostanze del decesso.

Il tragico evento mette in luce le carenze di sicurezza, considerando che Zantonini operava entrando e uscendo da un gabbiotto privo di adeguate protezioni, come denunciato dai familiari. La normativa vigente, il Dlgs 81 del 2008, obbliga le aziende a garantire condizioni di lavoro adeguate, incluso l’adeguamento termico degli ambienti e la rotazione dei turni. È fondamentale ora verificare se tali protocolli siano stati rispettati nel contesto dei lavori olimpici.

Roberto Toigo, segretario Uil Veneto, ha evidenziato la gravità della situazione, affermando: “Sarebbe estremamente grave se il cinquantacinquenne avesse pagato con la morte il suo senso del dovere. Ci aspettiamo chiarimenti dall’inchiesta del pm Claudio Fabris.” Anche il vicepremier Matteo Salvini ha espresso il suo cordoglio, chiedendo informazioni dettagliate sull’incidente e ribadendo che “la sicurezza sul lavoro è una priorità.”

Nel frattempo, la famiglia di Zantonini, visibilmente provata, ha già sporto denuncia presso i carabinieri, assistita dall’avvocato Francesco Dragone. In stato di choc, la moglie ha lamentato le difficili condizioni di lavoro in cui il marito si trovava, segnalando ripetutamente la mancanza di tutele adeguate durante i turni notturni in condizioni climatiche avverse.

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