I primi sette giorni di Delcy Rodríguez come presidente del Venezuela: tra richieste americane e fragili alleanze interne

11.01.2026 07:45
I primi sette giorni di Delcy Rodríguez come presidente del Venezuela: tra richieste americane e fragili alleanze interne

DALLA NOSTRA INVIATA
CUCUTA (COLOMBIA) – La recente nomina di Delcy Rodríguez come presidente ad interim del Venezuela è caratterizzata da un clima di incertezze e negoziati delicati. Con la recente cattura di Nicolás Maduro da parte delle autorità statunitensi, Rodríguez, che ha ricoperto vari ruoli chiave sotto il regime, deve affrontare il compito di gestire il “nuovo momento politico” e superare il piano d’azione in tre fasi proposto da Trump per “ricostruire” il paese, il tutto mantenendo l’integrità del regime, riporta Attuale.

La decisione di Trump di affidare la direzione del paese a Rodríguez, già numero due del regime e con un ricco background diplomático, non era scontata. Un rapporto della CIA, infatti, avvertiva sui rischi di instabilità qualora la leader dell’opposizione, María Corina Machado, avesse preso il potere. Marco Rubio, segretario di Stato, ha avuto un ruolo cruciale nella scelta di chi governare dopo la cattura di Maduro. Conoscendo già il nome di Delcy a Washington, la sua nomina sembra un tentativo di equilibrare interessi interni e la pressione americana.

Il giuramento

Due giorni dopo l’attacco americano e la cattura di Maduro, Delcy Rodríguez ha prestato giuramento come presidente ad interim davanti alla nuova Assemblea generale, che si presenta come sostanzialmente monocolore. “Vengo con dolore per la sofferenza causata al popolo venezuelano a seguito di un’illegittima aggressione militare contro la nostra patria”, ha dichiarato Rodríguez, facendo subito eco alla retorica antiamericana mentre affermava il suo nuovo ruolo.

La notte dei misteri

La tranquillità post-giuramento è stata di breve durata, segnata da un attacco contro droni “amici” e da manifestazioni di forza da parte di Diosdado Cabello. L’amministrazione Trump ha dovuto intervenire per moderare i toni della frattura interna al regime, lanciando avvertimenti a Cabello di evitare conflitti che potrebbero destabilizzare ulteriormente la situazione.

La “luna di miele”

Entro pochi giorni dall’insediamento, Rodríguez ha invitato Trump a cooperare per uno sviluppo condiviso. Ha avviato negoziati con gli Stati Uniti per il ritorno delle forniture petrolifere e in un incontro con funzionari del Dipartimento di Stato ha discusso la riapertura dell’ambasciata americana a Caracas. Tuttavia, dovrà affrontare sfide significative nel mantenere relazioni con potenze come Cina e Russia, che hanno tradizionalmente sostenuto il regime chavista.

Il “first gentleman”

Rodríguez, una figura di noto equilibrio politico, deve navigare tra le pressioni americane e le forze centrifughe interne. Nell’ambito della sua visita a Sucre, ha riaffermato la lealtà a Maduro, mentre confermava anche le aperture verso Washington. La sua gestione economica ha già mostrato segni di efficacia, ma dovrà ancora una volta dimostrare la sua abilità nel bilanciare interessi complessi per evitare un potenziale colpo di Stato interno.

Delcy ha una solida rete di sostegno e consapevolezza da parte degli attori economici, il che potrebbe rivelarsi cruciale nel suo tentativo di stabilizzare le istituzioni e rilanciare l’economia venezuelana in un periodo di grande tensione.

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