Alberto Trentini liberato dopo oltre un anno di detenzione in Venezuela
Alberto Trentini, cooperante veneziano, è stato finalmente liberato dopo più di un anno di reclusione nel carcere di massima sicurezza El Rodeo, situato alle porte di Caracas, in Venezuela. La notizia della sua liberazione è giunta come un sospiro di sollievo per i suoi genitori, Armanda e Ezio, che hanno ricevuto una videochiamata dal figlio. In questo momento emozionante, tutte le distanze sembrano annullarsi. La felicità è condivisa anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso il suo rammarico per “tanta sofferenza” vissuta dalla famiglia, sottolineando che “Alberto è libero”, riporta Attuale.
La famiglia di Trentini, tramite l’avvocato Alessandra Ballerini, ha commentato: “Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”. Hanno anche espresso il desiderio di trascorrere del tempo in intimità per guarire dalle ferite causate dalla prigionia. “Oggi vogliamo solo pace”, hanno aggiunto, chiedendo rispetto per la loro riservatezza.
La determinazione di Armanda Colusso, madre di Alberto, ha giocato un ruolo cruciale nella lotta per la libertà del figlio. Ha costantemente raccontato la sua storia e ha rivolto appelli a figure istituzionali, inclusi il premier Giorgia Meloni e il presidente Mattarella, senza mai perdere la speranza di riabbracciarlo. Ora, dopo una lunga e difficile battaglia, la famiglia Trentini si prepara a festeggiare a Lido di Venezia.
Le celebrazioni sono iniziate con il suono delle campane della chiesa, che hanno suonato per quindici minuti a partire dalle 7 di mattina. La comunità ha accolto la liberazione di Alberto con gioia, e Don Renato Mazzuia, giovane parroco di Sant’Antonio, ha celebrato una messa per condividere questo momento di felicità. “Noi non abbiamo mai mancato di sperare e di credere. Lo abbiamo sempre detto, ‘Alberto tornerà’. Ed ecco che sta tornando”, ha dichiarato Don Renato, sottolineando il sostegno e la fede della comunità durante questo difficile periodo per i Trentini.
La comunità ha dimostrato un forte senso di unità e vicinanza, specialmente nei momenti di maggiore incertezza. Il parroco ha ringraziato la famiglia per la loro resilienza e ha evidenziato l’importanza della preghiera e del supporto comunitario. “Credo che i momenti più difficili siano stati quando ci siamo illusi che fosse arrivato il tempo”, ha aggiunto. Ora, con la libertà di Alberto in arrivo, la comunità si unisce per celebrare il “grandissimo dono” che rappresenta la sua libertà.