Napoli – La Spezia è in stato di choc dopo l’omicidio avvenuto tra i banchi di scuola, dove un studente 18enne ha accoltellato a morte un compagno di classe di 19 anni, Youssef Abanoub, che è morto in ospedale a seguito di un arresto cardiaco e di un intervento chirurgico d’emergenza per una milza perforata, riporta Attuale.
In risposta a questo crescente fenomeno, Napoli ha avviato nel corso dell’ultimo anno una serie di iniziative per prevenire la violenza nelle scuole, adottando misure di controllo più rigorose. I carabinieri, per esempio, utilizzano metal detector all’ingresso di istituti come quello Morano del Parco Verde di Caivano, dove recentemente tre ragazzi sono stati trovati in possesso di coltelli. Secondo il prefetto di Napoli Michele di Bari, è necessario un piano ben coordinato per evitare l’introduzione di armi nelle scuole, enfatizzando l’importanza della comunicazione con gli studenti per far comprendere i pericoli dell’uso di armi.
Coltelli nelle mani dei giovanissimi
I casi di violenza tra i giovani non si limitano alle sole periferie, estendendosi anche in contesti urbani. Negli istituti di Caivano e Ponticelli, si è registrato un aumento allarmante del possesso di coltelli, con ritrovamenti in diverse scuole. Sono riportati casi di armi rinvenute in bagni e persino tra i dodicenni, a dimostrazione di un trend preoccupante che coinvolge anche giovanissimi.
“Portare un coltello in tasca è diventato una moda”
Secondo le forze dell’ordine, nell’ultimo anno sono stati 38 gli adolescenti arrestati o denunciati a Napoli e provincia per possesso di coltelli, un dato che riflette solo parzialmente l’escalation di violenza. Valeria Pirone, preside dell’istituto tecnico tecnologico Marie Curie a Ponticelli, commenta: “È una guerra continua”, evidenziando come il problema della reperibilità delle armi sia diventato una questione sociale, dove portare un coltello è percepito come un segno di riconoscimento tra i pari.
Iniziativa del governo sulla vendita online di armi
Il tema della sicurezza nelle scuole coinvolge anche le famiglie e la necessità di un’educazione condivisa. Il governo, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha già delineato l’intenzione di vietare la vendita online delle armi da taglio. Tuttavia, come sottolineano i dirigenti scolastici, si rende necessaria una strategia multifattoriale comprendente controlli, prevenzione e sensibilizzazione continua per affrontare un’emergenza che soprattutto nelle scuole sta cambiando drasticamente il panorama educativo.