Contatti segreti tra Diosdado Cabello e l’amministrazione Trump rivelano una nuova dinamica politica in Venezuela
Si intensificano i contatti tra il ministro degli Interni Diosdado Cabello e funzionari dell’amministrazione Trump, rivelando una complessa rete di comunicazioni che precede la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, Cabello, noto per le sue posizioni anti-statunitensi, ha mantenuto contatti con gli USA, ricevendo avvertimenti per evitare l’uso di spie e paramilitari contro l’opposizione interna, riporta Attuale.
Le fonti indicano che i Colectivos, gruppi paramilitari armati sotto il controllo di Cabello, sono ancora attivi in Venezuela. Questi gruppi potrebbero scatenare un caos indesiderato per gli Stati Uniti e mettere a rischio il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez. Le conversazioni tra Cabello e i funzionari americani sono iniziate nei primi giorni del secondo mandato di Trump e sono continuate sia prima che dopo l’arresto di Maduro.
Cabello è menzionato anche nell’atto d’accusa per traffico di droga presentato dagli Stati Uniti, utilizzato come giustificazione per l’operazione contro Maduro. Nonostante questi sviluppi, Rodríguez ha avviato delle purghe nel suo governo, escludendo per ora l’apparato di sicurezza che include polizia e forze armate. Tra i primi a cadere c’è stato Alex Saab, assieme alla moglie, entrambi accusati di riciclaggio, mentre sei nuovi ministri sono stati nominati, tra cui quattro militari e due filosofi.
Il panorama politico venezuelano resta complesso e instabile, con reti di comunicazione che evidenziano la propensione di alcuni leader a dialogare con Washington, nonostante le pubbliche contestazioni contro l’intervento statunitense.