Ursula Andress accusa Éric Freymond di frode: scomparsi 18 milioni di franchi

21.01.2026 17:05
Ursula Andress accusa Éric Freymond di frode: scomparsi 18 milioni di franchi

Parigi – Éric Freymond è un nome che vale milioni di euro e di franchi. Il 23 luglio 2025, il banchiere svizzero di 67 anni si è tolto la vita gettandosi sotto un treno, dopo che il suo nome è finito al centro di uno dei casi irrisolti più spettacolari del mondo del lusso e della finanza: la scomparsa di sei milioni di azioni Hermès, per un controvalore attuale di 14,3 miliardi di euro, riporta Attuale.

Reputato un genio della finanza da alcuni e un impostore da altri, Freymond è stato denunciato dall’attrice svizzera 89enne Ursula Andress – la prima di una lunga stirpe di “Bond Girl” – per la sottrazione di 18 milioni di franchi dal suo patrimonio.

Lo riferisce il principale media del Canton Vallese 24 heures, secondo cui è in corso un’indagine su alcune operazioni sospette del gestore patrimoniale – o “wealth manager” in inglese – ormai deceduto. A destare sospetti, il trasferimento, nel 2024, di una parte significativa del patrimonio dell’attrice verso un istituto finanziario del luogo di residenza di Freymond, a Gstaad. Operazione che sarebbe servita ad acquistare delle opere d’arte grazie all’aiuto di un notaio e di un avvocato, anch’essi sotto indagine. Secondo l’avvocato di Andress, Freymond godeva della “fiducia totale” dell’attrice di 89 anni e non era l’unica.

L’ascesa di Freymond nell’alta borghesia

Attivo nel settore della gestione patrimoniale da oltre 25 anni, Freymond era entrato in contatto con alcune delle fortune più importanti della Svizzera e d’Europa. Dopo gli studi in giurisprudenza e una prima esperienza in banca, Freymond incontra Caroline van Berchem, erede di una famiglia dell’aristocrazia di Ginevra, con cui si sposa. Il matrimonio gli apre le porte della società e nel 2001 decide di fondare la sua personale società di gestione di fondi: la Semper Gestion.

Tra i clienti celebri, oltre a Ursula Andress, anche il ballerino francese Zizi Jeanmarie, lo stilista belga Kris Van Assche, l’uomo d’affari francese Richard Desurmont e Nicolas Puech, uno degli eredi della famiglia Hermès.

Il caso Hermès-LVMH e i 14 miliardi di euro scomparsi

L’incontro tra Freymond e Puech risale al 1998 e i due diventano presto amici al punto che, come scrive il giornalista francese Philippe Vasset nella rivista d’inchiesta francese Revue 21, Freymond convince Puech a trasferirsi in Svizzera e ad affidargli il controllo totale sulla gestione del suo patrimonio per 25 anni.

In questo lasso di tempo, secondo Puech, il banchiere si sarebbe impadronito delle sue azioni – corrispondenti a quasi il 6% del valore di Hermès, il secondo gruppo francese per capitalizzazione con un valore di 232 miliardi di euro – vendendole a sua insaputa, al rivale LVMH di Bernard Arnault.

A rivelare inizialmente la presunta frode è Heidi von Salvisberg, per tutta la vita vicina all’industriale Gianni Agnelli e moglie di Richard Desurmont che alla morte del marito, nel 2001, si ritrova senza eredità. Parte del patrimonio del defunto sarebbe stata utilizzata per finanziare lo stile di vita di Nicolas Puech, senza che quest’ultimo ne fosse a conoscenza. Questi aveva allora sporto più volte denuncia nei confronti del suo banchiere, ma la procura di Ginevra aveva preferito non aprire un’inchiesta per “mancanza di prove” e documentazione incompleta.

Dal canto suo, il conglomerato del lusso LVMH ha assicurato, in un comunicato a inizio dicembre 2025, di “non detenere alcuna azione nascosta di Hermès”.

Tutte le ombre del “sistema Freymond”

Le accuse nei confronti di Freymond, contestate dai suoi avvocati – “Éric Freymond era di una sensibilità rara. È stato spezzato dalla violenza del sospetto, dal tradimento e dalla durezza di un mondo senza indulgenza. Ciò che alcuni hanno visto come debolezza non era che il riflesso della sua umanità” – sono decadute con la sua morte.

Sia la giustizia francese sia quella svizzera, dopo la denuncia di Ursula Andress, proseguono le indagini chiarire le responsabilità del “sistema Freymond” e rintracciare i patrimoni che il banchiere svizzero avrebbe sottratto per anni ai suoi clienti.

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