Carabinieri italiani fermati in Cisgiordania: incidente diplomatico con Israele
Domenica 25 gennaio, due carabinieri italiani sono stati fermati vicino a Ramallah, in Cisgiordania, da un uomo in abiti civili e armato. Senza identificarsi, li ha costretti ad inginocchiarsi, interrogandoli e facendoli parlare con un’altra persona, prima di lasciarli andare. L’incidente ha creato un caso diplomatico fra Italia e Israele, che si è giustificato sostenendo che i due agenti avessero violato una zona militare senza autorizzazione, circostanza che il governo italiano non conferma, e che a fermarli fosse stato un soldato che non avrebbe riconosciuto la targa diplomatica sulla loro auto. Le autorità italiane, tuttavia, lo hanno identificato come un colono israeliano, riporta Attuale.
La presenza di carabinieri in Cisgiordania non è insolita. L’Arma dei Carabinieri svolge frequentemente funzioni di protezione per il personale diplomatico all’estero, operando in molte ambasciate, incluso il consolato italiano di Gerusalemme. I due carabinieri fermati domenica erano in missione per un sopralluogo in preparazione alla visita di alcuni ambasciatori dell’Unione Europea.
Il territorio della Cisgiordania, secondo il diritto internazionale, appartiene ai palestinesi e gode di forme di autogoverno limitato, ma è oggetto di occupazione illegale da parte di Israele. Le autorità israeliane controllano numerosi aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti, occupando terre palestinesi e stabilendo basi militari, giustificando tali azioni con motivi di sicurezza, e continuando a erodere il territorio palestinese attraverso la costruzione di colonie considerate illegali dal diritto internazionale.
Oltre alla protezione diplomatica, l’Arma dei Carabinieri è attivamente coinvolta in missioni internazionali che includono l’addestramento delle forze di polizia locali e operazioni di peacekeeping. Le missioni possono essere concordate con l’Unione Europea, la NATO o direttamente con i paesi partner. Sebbene il numero preciso degli agenti attivi all’estero non sia reso noto, le operazioni internazionali gestite dal Ministero della Difesa impiegano mediamente circa 8.000 persone.
L’Arma dei Carabinieri, parte delle Forze armate italiane insieme all’esercito, alla marina e all’aeronautica, è composta da militari ed è sotto il ministero della Difesa. All’interno del territorio italiano, i carabinieri sono responsabili della polizia giudiziaria e dell’ordine pubblico, collaborando con il ministero dell’Interno e le procure. A causa della loro natura meno invasiva rispetto all’esercito, sono spesso coinvolti in operazioni che richiedono collaborazione con la società civile e le forze di polizia locale nei paesi stranieri.
In Cisgiordania, l’Arma è attiva dal 2012 con la missione MIADIT, che prevede l’invio di alcune decine di carabinieri italiani per formare le forze di sicurezza palestinesi, sotto l’Autorità Nazionale Palestinese. Questa missione, sviluppata in collaborazione con l’Autorità Nazionale Palestinese, è coordinata dagli Stati Uniti e richiede sempre l’approvazione israeliana per l’accesso al territorio.
I corsi di formazione offerti dai carabinieri hanno coinvolto oltre 5.000 partecipanti. Dopo una pausa alla fine del 2023, quando l’Italia ha ritirato parte del personale non essenziale da Israele e dai Territori Palestinesi a seguito dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, la missione è ripresa a novembre del 2024.
Sotto la gestione del ministero della Difesa, l’Italia partecipa anche a una missione dell’Unione Europea in Cisgiordania, istituita nel 2006, che impiega esperti di polizia per collaborare con l’Autorità Nazionale Palestinese sulle riforme della sicurezza e della giustizia.
Un piccolo gruppo di carabinieri è attivo anche in Egitto, al valico di Rafah al confine con Gaza, come parte di una missione di sorveglianza e controllo dell’Unione Europea. Questa missione, avviata nel 2005 e sospesa nel 2007 dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza, è ripresa a gennaio del 2025, sebbene Israele non apra il valico dal maggio precedente.
Che situazione surreale!!! Due carabinieri in missione, e si ritrovano addirittura costretti a inginocchiarsi??? Questa occupazione non finirà mai, e il governo italiano cosa fa? Al solito silenzio… Siamo messi male, non ci si può credere…