Direzione del Pd programmata per il 5 o 6 febbraio, dibattito sullo streaming e le questioni internazionali

29.01.2026 19:45
Direzione del Pd programmata per il 5 o 6 febbraio, dibattito sullo streaming e le questioni internazionali

La direzione del Partito Democratico si riunirà, ma vi sono numerosi interrogativi sui temi e le modalità che accompagneranno questo incontro, richiesto dalla minoranza dem da tempo e ora accolto dalla segretaria Elly Schlein, riporta Attuale. Tra i quesiti principali vi è se ci sarà streaming della riunione oppure se le divergenze interne tra le correnti saranno mantenute riservate, evitando che possano emergere dissapori durante l’incontro.

La direzione del Pd: si ragiona sul 5 o il 6 febbraio

Una data per la riunione è già considerata: 5 o 6 febbraio. Sarà la prima Direzione dell’anno, un incontro dell’organo composto da circa un centinaio di membri eletti dall’Assemblea nazionale, ed è fondamentale per definire l’orientamento politico del partito. Sebbene di solito si tenga due volte all’anno, non esiste una regola fissa. Sotto la guida di Matteo Renzi, si convocavano più frequentemente. Nel 2025, la Direzione si è riunita in febbraio e poi a settembre, quest’ultima solo per le liste delle elezioni regionali di novembre.

Per i riformisti, questa non è un’occasione “reale” per affrontare i malumori sollevati su questioni come il referendum dell’8 e 9 giugno, le posizioni su Gaza, il Piano di riarmo europeo, e il recente dibattito sul ddl antisemitismo.

Nessuna concessione ai riformisti

Ieri, 28 gennaio, dopo pressioni da parte di alcuni senatori di minoranza, la segretaria ha chiarito, durante una conferenza stampa, che la Direzione sarebbe stata convocata «al più presto», esprimendo un certo fastidio. È lo stesso fastidio espresso nell’intervista odierna sul Corriere, dove Schlein sottolinea che «l’ultima Direzione è stata a fine settembre, sottolineo settembre. E il 14 dicembre abbiamo fatto un’assemblea», evidenziando quindi che non sono mancati momenti di confronto.

Secondo molti membri del partito, la segretaria non intende presentare la convocazione come un concessionario ai riformisti, ma come «un passaggio coerente con quanto già annunciato in Assemblea, a dicembre, dove è stato detto che non sarebbero mancati momenti di confronto interno».

Una Direzione tutta in streaming?

Un’altra questione riguarda le modalità di svolgimento. Il senatore dem riformista Filippo Sensi ha richiesto che la Direzione fosse aperta e pubblica, evidenziando la necessità di discutere non solo di giustizia, ma anche di questioni internazionali. Si prevede che la Direzione non si svolga a porte chiuse e che la relazione della segretaria sia trasmessa in streaming. Tuttavia, da parte della maggioranza filtra una certa riluttanza, poiché esiste il timore che si possa rivelare un partito ancor più frammentato. La discussione su questo punto è ancora aperta, ma tende a orientarsi più verso un diniego che una conferma, con l’argomento che sia «troppo rischioso».

Delrio e l’ipotesi “centro”

Continuano anche le riflessioni tra i membri della minoranza. Recentemente, si è diffusa l’idea che la dem Pina Picierno, che ha preso le distanze dalla segretaria più volte, possa lasciare il partito, ma questa voce è stata smentita. Tuttavia, si segnala che Graziano Delrio è rimasto deluso dalla situazione riguardante il ddl sull’antisemitismo, osservando di essere stato «sconfessato in una sua iniziativa politica». Nel mentre, il capogruppo al Senato, Francesco Boccia, ha chiesto ad Andrea Giorgis di redigere un altro ddl. Pur non considerando un’uscita dal partito, Delrio ha mostrato un interesse verso un possibile centro che potrebbe includere figure come Ernesto Maria Ruffini, Alessandro Onorato e Sylvia Salis. Tuttavia, egli continua a impegnarsi all’interno del Pd.

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