Kiev: Klitschko criticizes Putin and highlights increasing attacks
Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha dichiarato che non ha fiducia nelle promesse di Vladimir Putin, definendolo un “mentitore inveterato”. Klitschko ha sottolineato che, nonostante le affermazioni della Russia di colpire solo obiettivi militari, la realtà mostra un numero crescente di attacchi contro le città ucraine e le infrastrutture civili. Secondo lui, queste azioni hanno causato la morte di 300 cittadini e la distruzione di oltre 1.000 appartamenti dal 2022, riporta Attuale.
In un’intervista, il sindaco ha lamentato i problemi affrontati dalla capitale, specialmente durante l’attuale ondata di freddo. “È fondamentale ripristinare la rete elettrica, il riscaldamento e l’acqua”, ha affermato, notando che le forze russe continuano a bombardare per aumentare le difficoltà della popolazione. Inoltre, ha evidenziato come i blogger russi stiano cercando di fomentare dissenso contro le autorità ucraine, mentre si cerca di far comprendere che la causa di ogni difficoltà rimane l’invasione russa.
Klitschko ha contestato l’affermazione di Putin secondo cui non attaccherà le infrastrutture energetiche sino al primo febbraio, affermando che i bombardamenti continuano su aree come Odessa, Zaporizhzhia e Dnipro, lasciando molti cittadini al freddo e al buio. “Non credo affatto a queste promesse”, ha dichiarato, aggiungendo che gli attacchi contro Kiev dimostrano un interesse russo maggiore nel controllo della capitale rispetto ad altre regioni, come il Donbass.
Dal 9 gennaio, Kiev ha subito raid devastanti, con 12.000 edifici danneggiati, di cui 6.000 privi di energia e acqua a temperature che sfiorano i -20 gradi. La risposta della città è stata rapida per evitare ulteriori danni, ma le nuove ondate di attacchi da parte russa hanno complicato la situazione, con il deficit energetico che ora raggiunge il 60 percento.
Klitschko ha esortato i residenti a rimanere in città per garantire la vitalità economica, ma ha anche raccomandato a chi può di evacuare temporaneamente per assicurare un miglior servizio ai rimanenti. “Meno abitanti significa poter garantire servizi migliori”, ha spiegato. La popolazione di Kiev è passata da circa 4 milioni pre-invasione a poco più di 3 milioni attualmente, con un numero significativo di pendolari che fanno ritorno in città ogni giorno.
Infine, il sindaco ha messo in evidenza l’importanza del supporto degli alleati: “I generatori europei ci aiutano a fronteggiare la crisi energetica, ma non possono sostituire la rete nazionale a lungo termine”. La situazione resta critica, con blackout che variano da due ore a due giorni a seconda della zona.