Attacchi missilistici iraniani: nuovi sviluppi nella guerra in Medio Oriente
Il 21 marzo, l’Iran ha lanciato due missili contro la base militare Diego Garcia, gestita dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, a quasi 4000 chilometri in linea d’aria dall’Iran. Sebbene i missili non abbiano colpito il bersaglio, l’episodio evidenzia la capacità dell’Iran di utilizzare missili con una gittata superiore alle aspettative iniziali, riporta Attuale.
L’attacco ha rilevanti implicazioni per l’Europa, suggerendo che l’Iran potrebbe teoricamente colpire nazioni europee, inclusa l’Italia. Tuttavia, nessuno dei missili ha raggiunto la base: uno è precipitato prima di colpire, mentre l’altro è stato intercettato. Circolano dubbi sulla reale quantità di missili a lungo raggio di cui dispone l’Iran.
In serata, altri due missili iraniani hanno colpito le località israeliane di Dimona e Arad, superando le difese aeree israeliane e ferendo circa un centinaio di persone, alcune in modo grave. Questi attacchi sono significativi poiché, storicamente, i missili iraniani sono stati generalmente intercettati dalle avanzate difese aeree israeliane.
Gli obiettivi di Dimona e Arad sono ancor più significativi per la loro vicinanza a un sito nucleare cruciale: il centro di ricerca nucleare del Negev “Shimon Peres”, dove si ritiene Israele sviluppi le sue testate nucleari. Fortunatamente, il centro non ha registrato danni.
Gli attacchi a Dimona potrebbero rappresentare una risposta ai bombardamenti israeliani sul sito nucleare di Natanz, in Iran, avvenuti nella stessa giornata. Non ci sono stati fuoriuscite di materiale radioattivo in seguito ai raid israeliani.
Oggi, in concomitanza al Capodanno persiano (Nowruz), il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Gli Stati Uniti e Israele proseguono le indagini per localizzarlo, con l’intento di neutralizzarlo.
Il presidente americano Donald Trump ha fornito dichiarazioni contrastanti riguardo alla guerra. Da un lato, ha dichiarato di non voler negoziare un cessate il fuoco, sostenendo che gli Stati Uniti stiano “annientando” l’Iran, e dall’altro, ha indicato che i due paesi stanno avvicinandosi ai loro obiettivi, con l’intenzione di “rallentare” le operazioni in Medio Oriente.
Nel frattempo, Israele ha intensificato i suoi attacchi in Libano, dove ha registrato scontri con la milizia Hezbollah, uccidendo quattro miliziani. L’Iran ha continuato a colpire diversi paesi del Golfo, come Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Il prezzo del petrolio rimane elevato, con il Brent quotato a circa 112 dollari al barile. Gli Stati Uniti hanno rimosso alcune sanzioni sul petrolio iraniano già in transito, nel tentativo di aumentare l’offerta sul mercato ed affrontare la crescita dei prezzi, sebbene non sia chiaro se questa misura sortisca effetto.
Incredibile quello che sta succedendo! Ma che ne sarà dell’Europa? Gli attacchi iraniani sembrano un passo troppo vicino alla nostra realtà. Spero che la situazione non degeneri ulteriormente, il rischio è troppo alto. E noi qui a preoccuparci della vita di tutti i giorni…