Kiev, il generale Budanov: «I nostri colpi asimmetrici pesano su Mosca»
Dopo una lunga intervista nel palazzo presidenziale di Kiev, il generale Kyrylo Budanov, braccio destro del presidente ucraino Zelensky, ha dichiarato che i colpi asimmetrici dell’Ucraina stanno avendo un impatto significativo su Mosca. Budanov sottolinea che se l’Ucraina si limitasse a difendersi, non durerebbe a lungo; pertanto, è obbligata a reagire utilizzando anche strumenti militari non convenzionali, riporta Attuale.
Budanov, noto per la sua determinazione e strategia audace, è il capo delle spie ucraine e ha fermato le forze speciali russe durante l’assalto all’aeroporto di Hostomel. È considerato il principale stratega dietro la transizione da una difesa statica ad attacchi incalzanti nel territorio russo. Anche se Mosca mira a conquistare interamente il Donbass e Zaporizhzhia, Budanov afferma che queste operazioni non stanno avendo successo, con il fronte che dal 2023 è congelato e ogni tentativo russo di rompere il fronte interno si è rivelato infruttuoso.
In merito a possibili accordi di pace, Budanov ha informato che il gruppo di lavoro militare ha delineato un piano per applicare il cessate-il-fuoco e gestire la linea di contatto, elemento cruciale per quando verrà decisa la fine delle ostilità. «Ci stiamo scambiando prigionieri e con gli americani ci stiamo avvicinando a un accordo sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina dopo la guerra», ha dichiarato.
Sull’eventualità di un’adesione alla NATO, il generale ha affermato che i negoziati con gli Stati Uniti sono in fase avanzata e che la situazione attuale permetterà all’Ucraina di essere soddisfatta. Ancora più importante, Budanov ha evidenziato come la dipendenza da una difesa puramente statica sarebbe insostenibile, spingendo il paese a contrattaccare con droni e missili a lungo raggio, anche all’interno della Russia.
«I nostri colpi in Russia stanno causando dolore; sebbene non siano sufficienti a portare Mosca a rinunciare ai suoi obiettivi, contribuiscono ad aumentare il costo del conflitto per loro», ha affermato Budanov. Riguardo le sanzioni americane sul petrolio russo, ha rimarcato che queste decisioni hanno agevolato Putin economicamente, facendo crescere il prezzo del petrolio russo e migliorando le entrate per il Cremlino.
Concludendo, Budanov ha espresso una certa fiducia nel fatto che la guerra potrebbe spingere Putin a cercare una soluzione pacifica, sottolineando il recente scambio di prigionieri come prova della volontà di entrambi i lati di trovare un terreno comune. «Magari non procediamo alla velocità sperata, ma dobbiamo continuare a lavorare per la pace», ha concluso.