Ballottaggio presidenziale in Perù: Fujimori e Sánchez in competizione dopo un primo turno frammentato

07.06.2026 10:15
Ballottaggio presidenziale in Perù: Fujimori e Sánchez in competizione dopo un primo turno frammentato

Ballottaggio elettorale in Perù: Fujimori e Sánchez in competizione in un clima di crescente incertezza

Domenica, i cittadini peruviani parteciperanno al ballottaggio per le elezioni presidenziali, con Keiko Fujimori del partito di destra Forza Popolare e Roberto Sánchez del partito di sinistra Insieme per il Perù. La competizione si svolge in un contesto di grande instabilità politica, con il vincitore che diventerà il decimo presidente del paese in un decennio, affrontando la crescente sfiducia nelle istituzioni e le preoccupazioni per l’insicurezza e le violenze legate al crimine organizzato, riporta Attuale.

Il primo turno del 12 aprile ha visto un esito molto frammentato, con 35 candidati. Fujimori ha ottenuto il maggior consenso, con il 17,2%, seguita da Sánchez al 12%. Per determinare chi fosse il secondo candidato al ballottaggio sono stati necessari lunghi ritardi nel conteggio dei voti, che hanno portato alle dimissioni del capo dell’ufficio elettorale nazionale. Il partito di destra Rinnovamento Popolare ha contestato il risultato, ma dopo aver visto respingere i propri ricorsi ha deciso di sostenere Fujimori.

Il voto è obbligatorio per i cittadini tra i 18 e i 70 anni, con circa 27 milioni di elettori registrati. Il presidente del Perù è anche capo di governo e viene eletto ogni cinque anni. Negli ultimi tre mandati, i presidenti sono stati tutti insediati tramite successione costituzionale a causa della rimozione dei loro predecessori. L’attuale presidente, José Maria Balcázar, è in carica dal febbraio 2025.

Keiko Fujimori, 51 anni, si presenta come figura carismatica forte, con una base politica costruita sull’eredità del padre, Alberto Fujimori, ex presidente, deceduto nel 2024. Il suo mandato è ricordato per gli sforzi di stabilizzazione economica e la lotta contro il gruppo terroristico Sendero Luminoso, ma è anche segnato da pesanti critiche relative a violazioni dei diritti umani e corruzione.

Da parte sua, Roberto Sánchez si presenta come un successore dell’ex presidente Pedro Castillo. Durante la sua campagna elettorale, ha cercato di attrarre il voto delle zone rurali e delle periferie, enfatizzando il suo legame con Castillo, ora in carcere dopo un impeachment per corruzione. Sánchez ha promesso di continuare a sostenere gli investimenti cinesi in Perù, auspicando una rinegoziazione dei contratti minerari senza nazionalizzazioni.

S anche Sánchez e Fujimori offrono visioni contrastanti sulle soluzioni da adottare per affrontare la crisi politica e la violenza crescente. Sánchez accusa i politici dell’establishment di essere coinvolti in un «patto mafioso», promettendo di combattere la corruzione e coinvolgere l’esercito nelle operazioni anti-crimine. Fujimori, invece, incolpa i governi precedenti per la situazione attuale, proponendo un aumento delle misure di sicurezza e introducendo tecnologie per il monitoraggio delle attività illecite.

Il clima di insicurezza in Perù è allarmante, con un aumento significativo dei crimini violenti negli ultimi cinque anni. Le denunce di estorsione sono aumentate di cinque volte e gli omicidi hanno raggiunto oltre 2.000 nel 2025, con una media di 10,7 per 100.000 abitanti, superando i tassi di molti paesi della regione. Questo contesto di violenza e incertezza segna in modo decisivo le prossime elezioni e le sfide che dovrà affrontare il nuovo presidente.

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