Dimissioni di Morgan McSweeney: Nuovo colpo per il governo di Starmer dopo gli “Epstein files”
Morgan McSweeney, capo di gabinetto del primo ministro britannico Keir Starmer e suo influente consigliere, si è dimesso domenica in un nuovo sviluppo della crisi che sta interessando il governo dei Laburisti innescata dalla recente diffusione di nuovi “Epstein files”. Nella propria lettera di dimissioni, McSweeney si è assunto la responsabilità di aver consigliato e approvato nel 2024 la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, influente esponente del partito che si sospetta avesse ricevuto pagamenti da decine di migliaia di dollari da Epstein, riporta Attuale.
L’amicizia tra Mandelson ed Epstein, condannato per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi suicidatosi in carcere nel 2019, era nota nel Regno Unito, ma Starmer lo aveva comunque nominato ambasciatore. Lo aveva poi licenziato lo scorso settembre, in seguito ad alcuni dettagli emersi da una prima pubblicazione degli “Epstein files”, dove erano emersi i rapporti molto amichevoli tra i due. I nuovi documenti hanno aggiunto informazioni potenzialmente molto più compromettenti: oltre ad avere ricevuto probabilmente denaro, Mandelson potrebbe aver rivelato informazioni riservate a Epstein legate alla propria attività politica.
Il caso ha messo in ulteriore difficoltà la leadership già piuttosto traballante di Starmer: molti parlamentari del suo stesso partito lo hanno accusato di essersi mosso tardi e di aver gestito male la questione, aggiungendo queste critiche a quelle più generali sull’azione di governo. Diversi parlamentari hanno detto, per ora parlandone coi giornali e senza esporsi pubblicamente, di non essere più disposti a sostenerlo.
McSweeney era molto influente e considerato l’ispiratore del “ritorno al centro” del partito sotto Starmer, allontanandosi dalle posizioni più di sinistra. Quel riposizionamento aveva anche portato i Laburisti alla larga vittoria elettorale del 2024. Negli ultimi giorni si era scontrato con l’opposizione interna e le sue dimissioni sono state interpretate come un tentativo di proteggere la leadership di Starmer. Recentemente hanno lasciato il governo altri due collaboratori particolarmente vicini a Starmer, il suo direttore della strategia politica Paul Ovenden e il suo responsabile della comunicazione Steph Driver.