Controversia sulla Giornata del Ricordo in Toscana: Italo Bocchino accusato di censura e revisionismo
Il consigliere regionale Italo Bocchino si trova al centro di una polemica riguardante l’annullamento della sua partecipazione alla Giornata del Ricordo in Toscana. L’invito era stato esteso dopo l’approvazione dell’Ufficio di presidenza per proiettare un cortometraggio realizzato da Federica Martini Masoni, imprenditrice toscana e nipote di un esule giuliano-dalmata. Bocchino avrebbe dovuto anche tenere una prolusione di 15 minuti, ma l’iniziativa è stata bloccata a seguito delle proteste dell’Anpi, riporta Attuale.
Bocchino ha rivelato di essere la voce narrante del filmato e ha espresso rammarico per l’assenza di un dibattito aperto su temi storici delicati. “Il governatore Giani ha dimostrato incapacità di gestire una questione tanto sensibile e ha censurato un giornalista”, ha dichiarato, puntualizzando la necessità di affrontare il tema della memoria storica senza timori.
Il consigliere ha evidenziato la complessità della storia degli esuli italiani, sottolineando la complicazione portata dalla presenza dei partigiani. “Ringrazio i partigiani per il loro contributo alla liberazione dal nazifascismo, ma su questo argomento dovrebbero tacere, poiché complici dei partigiani titini che infoibarono 20mila italiani”, ha detto. La rimozione della memoria storica, secondo Bocchino, ha portato a una situazione in cui l’Italianità è spesso ridotta al silenzio.
“Siamo di fronte a un terzo dolore: l’esodo, l’accoglienza riservata in Italia agli esuli, accusati di essere carnefici travestiti da vittime, e infine la censura”, ha affermato, aggiungendo che la paura di raccontare la verità prevale sulla volontà di informare. “Credo sia grave impedire a un giornalista di parlare; la censura è peggiore della verità stessa”, ha commentato.
In merito a cosa avrebbe voluto dire nel suo intervento, Bocchino ha spiegato: “Avrei raccontato fatti, senza valutazioni. Gli italiani furono legati col fil di ferro sul vuoto delle foibe, e quelli che sapevano che non sarebbero mai tornati furono discriminati. È preferibile la censura alla verità”.
Malgrado le controversie, Bocchino ha intenzione di presentarsi in Consiglio, sedendosi tra il pubblico. “Avrei parlato in piedi su una cassetta di frutta, ma terrò la mia prolusione in una stanza attigua riservata dal centrodestra”, ha precisato, rispondendo anche a domande sulla mancanza di comunicazioni da parte dei leader politici regionali. “Non mi hanno contattato per scusarsi; avrebbero potuto chiedere il mio intervento per tempo, ma la censura preventiva non è accettabile”.
Infine, il consigliere ha commentato l’innalzamento delle bandiere della Repubblica socialista federale di Jugoslavia al Cpa di Firenze, definendo quei gruppi “delinquenti abituali” e affermando che la protesta civile è spesso strumentalizzata per giustificare atti di violenza.