Riforma delle armi in Canada: Critiche e Resistenze
Durante una tragica serie di sparatorie avvenuta il 18 e 19 aprile 2020, Gabriel Wortman ha causato la morte di 22 persone in varie località della Nuova Scozia, culminando con la sua uccisione da parte delle forze di polizia. Questo evento ha portato a una risposta immediata del governo canadese, guidato all’epoca da Justin Trudeau, che ha annunciato il divieto di circa 1.500 modelli di armi d’assalto il 1° maggio 2020, mantenendo così una promessa elettorale, riporta Attuale.
Nei successivi anni, il governo ha intrapreso una riforma significativa in materia di armi, ampliando l’elenco delle armi vietate e bloccando la vendita di pistole. Tra le misure più controverse c’è un programma di riacquisto multimilionario di fucili d’assalto, che ha sollevato forti critiche da parte delle comunità rurali e dei popoli indigeni, che dipendono da questi fucili per la caccia a caribù e alci. Inoltre, il ministro della Pubblica Sicurezza, Gary Anandasangaree, ha evidenziato la mancanza di risorse necessarie per il riacquisto delle armi, mentre diverse forze di polizia hanno rifiutato di partecipare all’iniziativa, citando problemi di sicurezza.
Critiche sono state espresse anche dai conservatori, che sostengono che il divieto imposto non ha impedito le recenti stragi in British Columbia. In confronto, i dati sugli Stati Uniti mostrano un fenomeno di violenza armata significativamente più grave, con oltre 30.000 vittime annuali dovute a sparatorie, contrariamente ai 300-400 decessi all’anno in Canada, dove i mass shootings sono rari. Tuttavia, il Canada ha registrato due tragici eventi con veicoli l’anno scorso, nelle città di Vancouver e Toronto.
Secondo il New York Times, molti degli eventi violenti in Canada sono influenzati dalle armi provenienti illegalmente dagli Stati Uniti, suggerendo che, nonostante le misure rigorose adottate in Canada, la violenza armata resta un problema influenzato dall’ambiente circostante. Attualmente, in Canada sono registrate circa 1,3 milioni di armi da fuoco, di cui una parte significativa è associata a reati.