La Lega e il voto di fiducia sul decreto armi all’Ucraina: divisioni e nuove alleanze
Il generale Roberto Vannacci ha deluso chi sperava in una sua uscita galante a favore di Giorgia Meloni, poiché i deputati del suo partito, Futuro Nazionale, hanno votato contro il decreto che autorizza l’invio di armi all’Ucraina. Nonostante ciò, hanno comunque sostenuto la fiducia al governo, approvata con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il decreto è passato definitivamente con 229 voti favorevoli e 40 contrari, riporta Attuale.
Il generale Vannacci ha affermato: «Siamo un partito di destra e sappiamo benissimo dove stare». Il suo partito ha intenzione di rimanere all’interno della maggioranza, puntando su un dialogo al fine di distaccarsi dalla percezione di un governo di destra “slavato”. Ha anche tenuto aperti i canali con movimenti di destra extraparlamentare come Forza Nuova e CasaPound. In tal senso, Vannacci sta cercando un accordo con Mario Adinolfi, il quale potrebbe portare l’emblema del Popolo della Famiglia nel Misto.
Negare la fiducia avrebbe significato compromettere la sua posizione politica. Tuttavia, la presenza di Futuro Nazionale rappresenta un problema per la coalizione, soprattutto per le dichiarazioni del generale, che rischiano di danneggiare l’immagine della maggioranza. Alcuni sondaggi indicano che la lista di Vannacci ha il supporto del 3,9% degli elettori, sottraendo consensi alla Lega, scesa al 6,2%. La Lega e Forza Italia non chiudono ufficialmente le porte al dialogo, anche se il leader di FI, Antonio Tajani, ha sottolineato la difficoltà di cooperazione.
Nel Senato, dove il decreto sarà esaminato il 24 febbraio, si prevede una dinamica differente, poiché Vannacci non ha una rappresentanza degna di nota. L’ex generale ha presentato tre ordini del giorno per ottenere il supporto di Lega, M5S e Avs, ma le opposizioni hanno già respinto le sue proposte. «Carta straccia», ha commentato Riccardo Ricciardi del M5S.
Se le divisioni all’interno della destra sono una novità, per l’opposizione non sono una sorpresa, con Vannacci che ironizza sull’ingresso dei ‘putiniani’ in maggioranza, affermando «Forse con la Russia medierei meglio di Draghi». In occasione del voto di fiducia, il centrodestra non ha votato in modo compatto, segnalando una micro-frattura che potrebbe amplificarsi nel futuro. «È un grosso problema», hanno riconosciuto dirigenti della Lega.
Il prossimo voto al Senato sarà un banco di prova significativo per Vannacci e la sua formazione, il cui futuro sarà determinato dall’abilità di mantenere unita la coalizione di centrodestra. Nel frattempo, il dibattito sulla fornitura di armi all’Ucraina continua ad esasperare le posizioni, con preoccupazioni crescenti per l’unità della maggioranza e le sue prospettive politiche.
Questa storia del voto di fiducia è davvero pazzesca! Come si fa a pensare di mantenere la coesione in una maggioranza così divisa? Vannacci che si rivolte ai ‘putiniani’ fa solo incasinare le cose… E ora, chissà come andrà in Senato! Si vede che le tensioni non mancano, ma il popolo merita un governo che lavori per lui!!!