Il ministro dello sport ucraino denuncia ipocrisia del Cio sulla sospensione di Heraskevych per il casco commemorativo

12.02.2026 13:35
Il ministro dello sport ucraino denuncia ipocrisia del Cio sulla sospensione di Heraskevych per il casco commemorativo

Critica del CIO sulle decisioni riguardanti gli atleti ucraini: Matvii Bidnyi risponde alle accuse

Matvii Bidnyi, ex campione di bodybuilding e attuale ministro dello Sport dell’Ucraina, ha espresso forti critiche nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) riguardo alla squalifica di un atleta ucraino per avere indossato un casco con immagini commemorative di vittime di guerra. “È un atteggiamento profondamente ipocrita, quello del CIO. Hanno ignorato una bandiera russa (e proibita) attaccata sul casco d’un altro atleta, mentre si sono concentrati sulla discriminazione di un nostro atleta”, ha dichiarato Bidnyi. “La decisione del CIO non è giustificata nemmeno dalle regole che s’è dato. Ha il solo scopo d’impedire una qualsiasi forma di libera espressione, non tratta di propaganda politica, ma di un gesto di commemorazione”, riporta Attuale.

Domenica scorsa, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi a San Siro, il campione di skeleton, Vladyslav Heraskevych, si è rifiutato di sfilare con la bandiera nazionale in segno di protesta contro la partecipazione degli atleti russi e bielorussi. “La cosa più importante che gli atleti ucraini desiderano è la fine della guerra e il ripristino della giustizia”, ha affermato Bidnyi, sottolineando la necessità di sostenere l’Ucraina attraverso ogni mezzo possibile. L’emozione collettiva è stata palpabile quando l’intero stadio ha accolto gli atleti ucraini con un applauso, offrendo un segnale di unità in tempi difficili.

Bidnyi ha inoltre affrontato la questione della presunta neutralità degli atleti russi, ribadendo l’uso sistematico dello sport, da parte della Russia, come strumento di propaganda statale. “Questa formula crea solo un’illusione di neutralità. La Russia usa lo sport come parte della sua diplomazia pubblica, influenzando l’agenda internazionale”, ha affermato.

Riguardo ai paralleli con altri conflitti militari, come quello in Israele, Bidnyi ha ritenuto inaccettabili tali confronti con la situazione russa, che caratterizza un’eccezione unica di violazione sistematica della tregua olimpica. “L’esclusione della Russia è una questione di giustizia”, ha insistito, elencando le violazioni russe che si sono verificate durante eventi olimpici passati. “Non è sufficiente?”, ha chiesto, evidenziando l’urgente necessità della comunità internazionale nei confronti della Russia.

Infine, rispetto alle affermazioni del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha suggerito la revisione del divieto contro gli atleti russi, Bidnyi ha nettamente dissentito. “Qualsiasi ritorno dei russi ora è prematuro”, ha ribadito, aggiungendo che è necessario un cessate il fuoco sostenibile e responsabilità per le azioni intraprese. “Fino a quando questo non accadrà, il divieto rimarrà”, ha concluso, evidenziando l’intenzione di non normalizzare la situazione attuale.

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