Napoli, 12 febbraio 2026 – Un cuore danneggiato è stato trapiantato a un bambino di due anni e tre mesi, portando a una inchiesta che ha già visto coinvolti 6 indagati, tra cui medici e paramedici dell’équipe che ha eseguito l’espianto a Bolzano e il trapianto al Monaldi di Napoli. Il reato ipotizzato per tutti è lesioni colpose, riporta Attuale.
Due filoni di inchiesta
L’indagine della procura di Napoli sul trapianto effettuato il 23 dicembre presso l’ospedale Monaldi prosegue con determinazione. I principali focus riguardano il trapianto dell’organo compromesso e la chiusura del reparto pediatrico del Monaldi. Non tutti i sanitari sospesi risultano indagati.
La procura, supportata dai carabinieri del Nas di Trento e di Napoli, esaminerà se siano stati rispettati i protocollo riguardanti il confezionamento e il trasporto del cuore, che è stato trasferito via terra a Napoli.
Inoltre, l’indagine si concentra sulla decisione di sospendere il servizio di trapianti pediatrici adottato dalla direzione ospedaliera dopo la denuncia dei genitori del bambino. Il caso è gestito dal pm Giuseppe Tittaferrante della sezione lavoro e colpe professionali, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Oltre alle indagini penali aperte dalle procure di Napoli e Bolzano, è stata avviata un’indagine interna di carattere amministrativo da parte del Monaldi.
Cosa è successo
Il trapianto di cuore “bruciato”, avvenuto il 23 dicembre, è emerso recentemente grazie alla denuncia dei genitori e ai primi accertamenti. Secondo quanto emerso, il cuore espiantato a Bolzano sarebbe diventato inutilizzabile a causa di un errore di conservazione che lo ha danneggiato.
La famiglia: “Se il cuore era compromesso, perché è stato trapiantato?”
Il legale della famiglia di Tommaso, l’avv. Francesco Petruzzi, ha affermato: “Deve essere chiarito cosa sia avvenuto nella sala operatoria del Monaldi. Ai genitori del piccolo è stato detto che il trapianto era stato effettuato correttamente. Ma se il cuore era compromesso, perché è stata presa quella decisione?”.
Come sta il piccolo Tommaso
Attualmente, il piccolo paziente è attaccato a un macchinario che lo tiene in vita, in attesa di un nuovo cuore. L’avvocato Petruzzi ha avvertito: “Serve un cuore entro due giorni, altrimenti sarà tutto inutile”. Dopo una emorragia, Tommaso era stato escluso dalla lista dei riceventi, ma è stato reinserito dopo aver superato una crisi. È ora urgente l’arrivo di un nuovo organo.