Jeffrey Epstein e le banche: il ruolo di JP Morgan e Deutsche Bank
Jeffrey Epstein, il finanziere coinvolto in uno dei più gravi scandali di abusi sessuali dell’era moderna, ha mantenuto relazioni strettamente intrecciate con grandi istituti bancari, tra cui JP Morgan e Deutsche Bank, fino al suo arresto nel luglio 2019, riporta Attuale.
Le indagini rivelano che Epstein ha accumulato una fortuna che si stima possa superare i miliardi di dollari, grazie a una serie di truffe e manipolazioni avvenute sin dal suo esordio a Wall Street negli anni ’70. La sua rete di contatti, costruita nel tempo, gli ha garantito l’accesso ai più prestigiosi istituti finanziari a livello globale. Il suo operato era caratterizzato da un approccio «do ut des», mantenendo collegamenti persino dopo la condanna per induzione alla prostituzione minorile nel 2008.
James «Jes» Staley, ex dirigente di JP Morgan, ha confermato durante un’interrogazione che Epstein portava clienti e capitali all’istituto, mentre le banche chiudevano un occhio sulle sue attività. Staley, che è rimasto vicino a Epstein per decenni, ha più volte difeso il finanziere dalle richieste di chiusura dei conti, garantendogli l’accesso a fondi anche durante i periodi di maggiore scrutinio.
I documenti emersi nel 2025 confermano che Staley è stato uno dei fiduciari del patrimonio di Epstein fino al 2015, nonostante le sue negazioni alle autorità. Tra le rivelazioni, un accusato di stupro nei confronti di un’altra donna che ha affermato di essere stata violentata a casa di Epstein tra il 2011 e il 2012. Le comunicazioni tra Staley ed Epstein rivelano anche un tono di confidenza preoccupante, con discussioni su fantasie sessuali legate a immagini innocue come quelle delle principesse Disney.
Il legame di Epstein con Deutsche Bank è altrettanto significativo. Dopo la chiusura dei conti di JP Morgan, il finanziere si è rivolto a Deutsche, che ha accettato di mantenerlo come cliente, nonostante sia stato scomodo. A maggio 2019, pochi mesi prima del suo arresto, Epstein deteneva ancora quasi 2 milioni di dollari presso l’istituto tedesco. Solo il giorno dell’arresto, Deutsche Bank ha chiuso tutti i conti associati a Epstein.
In parallelo, Epstein esercitava una notevole influenza anche su altre importanti banche, inclusa la Rothschild, suggerendo assunzioni strategiche. Le comunicazioni tra Epstein e Ariane de Rothschild rivelano un rapporto di fiducia reciproca in cui Epstein si presentava come un consulente strategico di alto profilo. Inoltre, la documentazione evidenzia strategie per eludere sanzioni e multe, mettendo in luce l’entità della sua rete e il potere che esercitava.
In questo contesto, Epstein non si limitava a manovrare nelle stanze dei bottoni; la sua vita quotidiana a Parigi, dove risiedeva in un appartamento vicino all’Arco di Trionfo, era caratterizzata da uno sfarzo esagerato e da acquisti di lusso, in particolare presso Hermès. Tentativi di incontrare i vertici dell’azienda di moda, tuttavia, non hanno avuto successo, nonostante la sua crescente fama e notorietà, sottolineando la distorta integrazione del suo mondo di ricchezze con le sue pratiche pratiche.
Non ci posso credere, come è possibile che banchieri così importanti chiudano un occhio su tutto? A questo punto chiunque con un po’ di soldi può fare quello che vuole. La corruzione è diffusissima, ma dal di fuori sembra tutto normale… triste realtà!