Heraskevych escluso dalle Olimpiadi: un gesto di protesta contro la discriminazione
Il campione di skeleton ucraino Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dopo aver rifiutato di togliere il suo casco decorato con le foto di atleti ucraini morti nella guerra, riporta Attuale.
La presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry, ha cercato di convincere Heraskevych a rinunciare al casco, sottolineando che una fascia nera sul braccio non sarebbe sufficiente a rispettare l’articolo 50 della Carta Olimpica, che vieta qualsiasi manifestazione politica durante le competizioni. Tuttavia, nonostante 75 minuti di colloquio, il campione non ha ceduto e ha lasciato il tavolo, causando la commozione della Coventry, che si è mostrata in lacrime.
Il comunicato ufficiale è arrivato poco dopo: Heraskevych è squalificato e non potrà partecipare alle gare. Egli ha ribadito che il suo casco rispetta le regole e ha denunciato la decisione del Cio come discriminatoria, affermando: «Questa situazione rientra nella propaganda russa. Non ho voluto uno scandalo col Cio; è stato il Cio a crearne uno con la sua interpretazione delle regole».
La controversia ha attirato l’attenzione sulle discriminazioni contro gli atleti ucraini. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto il coraggio di Heraskevych, sottolineando il grande numero di sportivi ucraini uccisi dalla Russia e criticando la partecipazione di 13 atleti russi alle Olimpiadi sotto bandiere “neutrali”, nonostante il loro supporto pubblico all’aggressione. «Lo sport non è indifferenza, siamo orgogliosi di lui e del suo gesto», ha dichiarato Zelensky.
In conclusione, la situazione solleva interrogativi sulla *gestione delle regole olimpiche* e sulla loro applicazione in contesti di conflitto, evidenziando le difficoltà degli atleti ucraini nel cercare di esprimere il loro dolore e la loro lotta attraverso un gesto simbolico durante eventi sportivi globali.