Il Perù si prepara a scegliere un nuovo presidente dopo la rimozione di José Jerí
Mercoledì il parlamento del Perù eleggerà un nuovo presidente ad interim in seguito alla rimozione di José Jerí per presunti casi di corruzione. Questa scelta rappresenta il nono cambio di leadership in dieci anni, in attesa delle elezioni presidenziali fissate per il 12 aprile. Dalla fine della dittatura di Alberto Fujimori nel 2000, la rimozione dei presidenti è diventata un fenomeno sempre più ricorrente, alimentato dagli scandali di corruzione e dalla facilità con cui il parlamento può avviare tali procedure, anche sulla base di motivi controversi, riporta Attuale.
In Perù, il presidente è eletto direttamente ogni cinque anni ed è sia capo di stato sia di governo, mantenendo un rapporto di fiducia con il parlamento, che possiede la facoltà di rimuoverlo attraverso l’impeachment o dichiarando la sua «incapacità morale» a svolgere il proprio ruolo. L’impeachment si applica in caso di gravi violazioni e crimini non coperti dall’immunità presidenziale, ma è una procedura complessa che richiede l’approvazione di una maggioranza qualificata, pari ad almeno 87 voti su 130. Questa modalità non è mai stata utilizzata per rimuovere un presidente.
Al contrario, la rimozione per «incapacità morale» è più comune e si basa su una definizione ampia, che concede notevole potere al parlamento. Questo strumento è stato recentemente impiegato per destituire presidenti coinvolti in scandali o in crisi di sostegno parlamentare, come nel caso della presidente Dina Boluarte nell’ottobre 2025, dell’ex presidente Pedro Castillo nel 2022 e di Martín Vizcarra nel 2020.
Jerí, nominato presidente ad interim in virtù della sua carica di presidente del parlamento, è stato destituito martedì passato tramite una mozione di sfiducia, che può essere approvata con una maggioranza semplice di 66 voti. La sua rimozione ha avuto effetti immediati, portandolo a perdere anche la carica di presidente del paese.
Questa situazione, insieme alla definizione poco chiara di «incapacità morale», contribuisce a quello che gli esperti definiscono «sistema delle porte girevoli» del Perù, che comporta un continuo cambio di governo e destabilizza il sistema politico. La frammentazione nella politica peruviana ha fatto sì che molti presidenti governassero senza una maggioranza solida, costringendoli a negoziare costantemente con i vari partiti per far passare le leggi, rendendoli vulnerabili alle pressioni e agli avvicendamenti nelle dinamiche parlamentari.
Secondo un sondaggio IPSOS del 2024, il 64% dei peruviani ritiene che il vero potere politico risieda nel parlamento piuttosto che nella presidenza, e una significativa maggioranza critica il servizio reso dai partiti politici al paese.
Negli ultimi giorni, il governo di Jerí aveva visto un crescente malcontento, essendo percepito come una continuazione del precedente governo di Boluarte, già bocciato per la sua gestione. Jerí, sostenuto da un’alleanza fragile tra partiti di destra e il principale partito di sinistra, ha visto il suo appoggio svanire con l’emergere di accuse di corruzione, complici alcuni video che lo ritraggono in incontri riservati con imprenditori cinesi, avviando un’inchiesta da parte della procura. Il calo della sua popolarità ha spinto diversi partiti a distaccarsi, soprattutto in vista delle imminenti elezioni.
Situazioni simili si erano verificate con il governo di Boluarte, il cui sostegno era crollato a seguito di scandali e difficoltà nella gestione dell’aumento della criminalità, culminando in una sfiducia da parte del parlamento quando oltre il 90% degli elettori manifestava insoddisfazione per il suo mandato, rendendo insostenibile il suo supporto politico.
Che situazione assurda! Ogni volta un nuovo presidente… Ma io mi chiedo: cosa serve alla politica peruviana per stabilizzarsi? Questo continuo cambio non porta a nulla di buono, anzi! Sembra che nessuno riesca a mantenere la fiducia del parlamento, come da noi con i nostri cambiamenti di governo. È un vero e proprio caos, questa «incapacità morale» sta diventando un’arma a doppio taglio!