Un giudice ordina la ripresa delle trasmissioni di Voice of America, interrotte dall’amministrazione Trump

18.03.2026 12:25
Un giudice ordina la ripresa delle trasmissioni di Voice of America, interrotte dall’amministrazione Trump

Ripresa delle trasmissioni di Voice of America dopo ordine del giudice federale

Un giudice federale statunitense ha ordinato la ripresa delle trasmissioni e il reintegro di oltre mille dipendenti di Voice of America (VoA), un’emittente americana finanziata dal governo che si rivolge a nazioni con limitata libertà di stampa, tra cui Iran, Russia e Cina. L’emittente era stata smantellata quasi completamente l’anno scorso a causa di una serie di provvedimenti dell’amministrazione del presidente Donald Trump, che aveva colpito anche altri media finanziati dal governo statunitense. È probabile che l’amministrazione faccia ricorso, riporta Attuale.

Lo scopo di VoA è di mettere in evidenza all’estero le politiche degli Stati Uniti, offrendo al tempo stesso una fonte di notizie affidabile e autorevole. Pur essendo considerata un organo di propaganda statunitense, è gestita secondo princìpi giornalistici indipendenti e non subordinati al governo in carica. Prima della gestione Trump, VoA operava in 49 lingue; tuttavia, negli ultimi dodici mesi ha ridotto i suoi servizi a cinque lingue: cinese, russo, coreano, pashto e dari, le due lingue predominanti in Afghanistan. Dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente, è stato attivato un servizio di trasmissioni in farsi, attualmente disponibile 24 ore su 24.

Il giudice ha stabilito che le azioni del governo per chiudere l’emittente violano le leggi approvate dal Congresso, che ha stanziato i fondi per finanziare VoA, richiedendo all’amministrazione di mantenere attività giornalistiche in tutte le aree ritenute di rilevanza. La decisione del giudice prevede il reintegro di 1.042 persone, tra cui giornalisti e personale di supporto, a partire dal 23 marzo, ripristinando le trasmissioni e la pubblicazione di notizie al livello precedente allo smantellamento. Quasi tutti i dipendenti di VoA erano stati posti in congedo retribuito da marzo 2025. Tuttavia, la decisione esclude i collaboratori non assunti.

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