Israele colpisce impianto energetico iraniano, Iran risponde con attacchi in Qatar
Il diciannovesimo giorno della guerra in Medio Oriente ha visto l’intensificarsi dei conflitti con gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Israele ha bombardato l’impianto iraniano di South Pars, cruciale per l’estrazione del gas naturale, scatenando a sua volta un attacco iraniano al complesso industriale di Ras Laffan in Qatar, un atto che sembra essere una ritorsione per il bombardamento israeliano, riporta Attuale.
Il sito di South Pars è di fondamentale importanza poiché è il più grande giacimento di gas naturale al mondo, condiviso tra Iran e Qatar. Il bombardamento ha immediatamente provocato un aumento dei prezzi del petrolio. Fonti internazionali suggeriscono che l’operazione sia stata coordinata con gli Stati Uniti, che però non hanno confermato tali affermazioni.
Ras Laffan è un impianto vitale per la lavorazione e l’esportazione di gas naturale liquefatto (GNL). Sebbene non vi siano stati feriti, QatarEnergy ha riportato “danni notevoli” all’infrastruttura.
Mercoledì mattina è stata anche confermata l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano, Esmail Khatib, un altro obiettivo eliminato dalle forze israeliane. Questa operazione segue l’uccisione del leader supremo Ali Khamenei nel primo giorno di guerra e di Ali Larijani la giornata precedente. La strategia israeliana punta a eliminare i principali leader del regime iraniano, un approccio descritto da alcuni come un tentativo di “decapitazione”.
La città di Tehran ha ospitato i funerali di Ali Larijani, una figura chiave del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Gli iraniani hanno dichiarato che vendicheranno la sua morte.
Contemporaneamente, si sono svolti i funerali di Gholamreza Soleimani, comandante delle milizie bassij, anch’egli ucciso da un attacco israeliano. Ulteriori lutti riguardano gli 84 marinai a bordo della nave militare IRIS Dena, affondata dagli Stati Uniti lo scorso 4 marzo.
Israele ha continuato i bombardamenti in Libano, colpendo il quartiere di Bachoura a Beirut e diverse strutture legate a Hezbollah. Dall’inizio delle ostilità, il bilancio delle vittime in Libano è salito a 960.
Nel corso della giornata, l’Iran ha ripreso a lanciare missili e droni verso gli stati del Golfo e il centro di Israele, causando diversi decessi. Due persone sono state uccise a Tel Aviv da schegge di un missile abbattuto, mentre una terza vittima è stata registrata durante un bombardamento nel nord di Israele.
Per quanto riguarda la navigazione nello Stretto di Hormuz, attualmente bloccato dall’Iran, l’agenzia marittima internazionale delle Nazioni Unite stima che circa 3.200 navi siano ferme nella zona, portando circa 20.000 persone a bordo.