Gabbard contraddice Trump: «Teheran non rappresenta una minaccia immediata»

19.03.2026 10:55
Gabbard contraddice Trump: «Teheran non rappresenta una minaccia immediata»

Trump critica gli alleati mentre onora i caduti in Iraq

La tensione tra Donald Trump e i suoi «alleati» continua a crescere. Il Presidente degli Stati Uniti ha espresso il suo disappunto per la mancanza di supporto alla richiesta di garantire un passaggio sicuro delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. In un recente post su Truth, Trump ha affermato che il suo Paese non ha bisogno dell’assistenza degli alleati, sottolineando la sua intenzione di gestire da solo la situazione, riportando che «NON CI SERVE L’AIUTO DI NESSUNO». Dalla sua prospettiva, gli alleati approfittano della situazione per ottenere petrolio, mentre gli Stati Uniti non ne traggono vantaggio, riporta Attuale.

Nella sua attività sui social, Trump ha condiviso ulteriori messaggi critici, incluso un attacco al premier britannico Keir Starmer, paragonandolo con disprezzo a Winston Churchill. Questo clima di tensione ha portato il re Carlo del Regno Unito a rivalutare la sua visita negli Stati Uniti, originariamente programmata per aprile.

Ieri, Trump ha dovuto affrontare un’altra difficile visita a Delaware, dove ha accolto i corpi di sei soldati statunitensi morti in un incidente aereo in Iraq, portando il numero totale delle vittime americane a 13. Questo momento solenne ha messo in evidenza i costi reali delle decisioni politiche e militari.

Nel frattempo, la guerra contro l’Iran ha creato ulteriori dissidi all’interno dell’amministrazione Trump. Tulsi Gabbard, a capo dell’intelligence degli Stati Uniti, si è trovata in una posizione compromessa durante un’audizione al Senato, dove ha dovuto giustificare il suo precedente commento in cui affermava che l’Iran non rappresentava una minaccia imminente. Alla richiesta di spiegazioni, Gabbard ha citato Trump, sostenendo che «l’unica persona che può determinare che cosa sia o no una minaccia è il presidente». Questo riflette la crescente difficoltà di mantenere una posizione coerente di fronte alle affermazioni e alle strategie in continua evoluzione del Presidente.

Questa cautela rispecchia il clima di ansia all’interno del partito repubblicano, dove molti temono per le loro posizioni, come già accaduto per la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem. Infine, l’ex campione di MMA Markwayne Mullin, scelto da Trump per sostituire Noem, ha affrontato interrogatori serrati durante un’audizione al Senato, dimostrando quanto sia difficile per i sostenitori di Trump mantenere le proprie posizioni in un ambiente così volatile e critico.

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