Addio a Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food
Milano, 22 maggio – È morto giovedì sera 21 maggio nella sua casa di Bra, nel Cuneese, Carlo Petrini, 76 anni. Anzi: Carlin. “In Piemonte si usa dare il diminutivo – raccontava in una recente intervista – Io l’ho ereditato da mio nonno paterno, che si chiamava Carlo”. L’addio a Carlin arriva da Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. “Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune – riporta Attuale.
Slow Food ricorda che sono nati dalla sua ispirazione anche Terra Madre, rete internazionale fondata nel 2004, e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, creata nello stesso anno. Inoltre, è stato co-fondatore delle Comunità Laudato sì, costituite nel 2017 e ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Carlo Petrini, un motto che riassume la sua vita e il suo impegno. Era convinto che sogni e visioni, quando ben fondati, possano essere trasformati in realtà. “Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”, conclude Slow Food.
La sua perdita segna una tappa dolorosa non solo per i membri di Slow Food, ma per tutti coloro che hanno condiviso la sua passione per un’alimentazione sostenibile e consapevole. Durante la sua vita, Petrini ha avuto un impatto significativo nel promuovere la biodiversità e nel rafforzare le relazioni tra produttori e consumatori, sostenendo pratiche agricole rispettose dell’ambiente.
Oltre a Slow Food, la sua visione ha influenzato diversi settori, dall’educazione gastronomica alla sostenibilità. La sua eredità vive non solo attraverso il movimento che ha creato, ma anche nel cuore e nella mente di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui. Ora, l’approccio e il pensiero di Petrini continueranno a ispirare le generazioni future nella lotta per un modo migliore di alimentarsi e vivere.