Riforma della Giustizia: Anna Paola Concia Sostiene il Referendum
Anna Paola Concia, ex deputata del PD e attivista, ha espresso la sua opinione riguardo alla riforma della giustizia, sottolineando l’importanza di questo referendum per tutti i cittadini, anche se i temi trattati potrebbero risultare complessi per chi non è del settore. “La stessa ‘rivoluzione’ l’avrebbe voluta fare anni fa anche la mia sinistra, senza però riuscirci”, riporta Attuale.
Concia ha sempre manifestato un forte interesse per le questioni di giustizia e si è dichiarata favorevole alla separazione delle carriere. Sostiene che molti dei punti inclusi nella riforma nascono dalla tradizione della sua “sinistra liberale”.
Tuttavia, la politicizzazione del referendum è innegabile. Concia sottolinea di non avere vincoli di partito e ha scelto di sostenere questa riforma perché è allineata con la sua cultura personale. “Non mi importa che sia il centrodestra a proporla. Noi ci avevamo provato, non ci siamo riusciti”, ha dichiarato.
Rispondendo alle critiche dei colleghi, ha affermato di aver cercato di discutere nel merito della legge, ma ha trovato resistenza, soprattutto da parte dei sostenitori del No. “Forse siamo la loro cattiva coscienza che torna dal passato”, ha commentato.
Secondo Concia, il motivo principale per cui si dovrebbe votare Sì è che questa riforma completa un progetto legato allo stato di diritto. “Con la separazione delle carriere, il processo diventerà equo e più giusto, con un giudice più equidistante dal pm”, ha affermato.
Riguardo ai timori di uno sbilanciamento dei poteri, Concia ha risposto citando l’articolo 104 della Costituzione, che sancisce l’autonomia della magistratura da ogni potere. “Tutto ciò rimarrà invariato”, ha chiarito.
L’estrazione dei membri togati del CSM ha suscitato polemiche. Concia sostiene che “fa imbufalire soprattutto le correnti e l’Anm, che è praticamente un partito. Crolla il sistema di potere, e a goderne saranno quei magistrati non raccomandati ma competenti”.
In merito all’introduzione dell’Alta corte disciplinare, ha espresso che “i giudici non pagano mai per i loro errori giudiziari. Un’Alta corte ‘esterna’ potrà giudicare in modo imparziale”.
Infine, riguardo a una critica della riforma come “contraria alla cultura femminista”, Concia ha replicato: “È sbagliato, un modo di gridare all’apocalisse perché non hanno argomenti per criticare nel merito. Sono femminista e voto Sì”.
Se il No dovesse prevalere, Concia teme che “nulla, purtroppo, accadrebbe. Dovremmo aspettare chissà quanto prima che una nuova riforma veda la luce, per questa ci sono voluti 30 anni”.
Pietro Mecarozzi
A me sembra che questa riforma sia una grande opportunità! Non si può sempre puntare sul passato e dire che le cose non cambiano. È ora di dare una chance a qualcosa di nuovo. Se non proviamo, non sapremo mai se sarà un miglioramento!!! La giustizia deve essere giusta. Non possiamo rimanere fermi, vero?