Morte di Paolo Cirino Pomicino, figura chiave nella Prima Repubblica italiana

21.03.2026 17:35
Morte di Paolo Cirino Pomicino, figura chiave nella Prima Repubblica italiana

Roma, 21 marzo 2026 – Lutto nel mondo della politica. È morto oggi all’età di 86 anni Paolo Cirino Pomicino, figura controversa ed emblematica nella storia della Prima Repubblica, riporta Attuale.

Nato a Napoli nel 1939, economista e docente universitario, Pomicino fu tra i protagonisti della Democrazia Cristiana negli anni del suo massimo potere. Soprannominato “’O ministro”, incarnò il peso e le contraddizioni del sistema politico italiano tra gli anni Ottanta e i primi Novanta.

Da deputato a ministro

La sua ascesa fu rapida: deputato dal 1976, divenne una figura chiave della corrente andreottiana, costruendo una rete di consenso soprattutto nel Mezzogiorno. Nel 1988 fu nominato ministro della Funzione pubblica nel governo De Mita, e in seguito assunse il ruolo di titolare del dicastero del Bilancio negli esecutivi guidati da Giulio Andreotti.

In quella veste gestì leve decisive della spesa pubblica, in un periodo in cui il debito italiano cresceva vertiginosamente. Pomicino si distinse per la sua capacità di mediazione e di controllo delle risorse. Tuttavia, la sua carriera fu segnata dallo scandalo di Tangentopoli, che portò alla fine della Prima Repubblica.

Le inchieste giudiziarie

Nel corso di ‘Mani pulite’, Pomicino patteggiò una condanna per la ‘MaxiTangente’ Enimont. Questa vicenda lo coinvolse in numerose inchieste, facendolo finire a processo 42 volte. L’impatto politico e personale fu devastante, ma dopo un periodo di ritiro, il politico cercò di tornare sulla scena pubblica, mantenendo visibilità nel dibattito politico e televisivo.

Successivamente, si trasformò in osservatore critico del sistema che aveva contribuito a costruire. Pubblicò libri e rilasciò interviste, rivendicando il ruolo della sua generazione. Recentemente, nel settembre 2025, alcuni suoi commenti sullo stato della sanità pubblica suscitarono attenzione quando lamentò le difficoltà di reperire un farmaco indispensabile per il suo stato di salute, che non gli veniva fornito a causa delle leggi in vigore. “Non riesco ad avere questo farmaco perché la normativa schizofrenica di questo governo impone una ricetta di un medico ospedaliero o il ricovero in ospedale. Cosa devo fare per averlo?” furono le sue parole.

Interprete di una stagione irripetibile

Pomicino è considerato da alcuni un simbolo di una politica opaca e clientelare, mentre da altri è visto come interprete di una stagione irripetibile. La sua vita professionale si intreccia con quella di un’Italia in cerca di sviluppo e stabilità, spesso a costo di compromessi controversi. La sua scomparsa segna la fine di uno dei pochi testimoni diretti di un’epoca che continua a interrogare il presente.

1 Comment

  1. Strana vita quella di Pomicino, davvero. Si può dire tutto di lui, ma ha rappresentato un’epoca… la politica italiana è così un groviglio di storie e scandali, eppure, nonostante tutto, ci si continua a scontrare su come migliorare questo paese. Chissà che sarebbe successo senza di lui. È un pezzo della nostra storia che se ne va.

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