La Casa Bianca cancella il dazio antidumping sulla pasta italiana
La Casa Bianca ha annunciato che il dazio antidumping sulla pasta importata dall’Italia è stato annullato, riportando le tariffe ai livelli consueti (7% per Garofalo, 2,6% per La Molisana, 5,21% per altre aziende), riporta Attuale.
La situazione, definita “guerra della pasta” nei media, è emersa dopo la preoccupazione espressa dal Wall Street Journal che la pasta italiana potesse scomparire dagli scaffali dei supermercati statunitensi. Tuttavia, il portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, ha chiarito che meno del 20% della pasta venduta negli Stati Uniti proviene effettivamente dall’Italia, in quanto molte aziende italiane producono ormai sul suolo americano.
Secondo Desai, l’indagine, condotta in modo “semi-giudiziario”, ha coinvolto 13 produttori italiani, tra cui Garofalo e La Molisana, i quali hanno evitato l’imposizione di un dazio dell’92%. “Le aziende hanno fallito nel fornire le stesse informazioni che hanno consegnato per decenni”, ha dichiarato Desai, senza specificare le ragioni di questo cambiamento. Massimo Menna, amministratore delegato di Garofalo, aveva affermato a dicembre che le accuse erano frutto di un malinteso.
Il portavoce della Casa Bianca ha inoltre sottolineato che la modifica dei dazi antidumping non è una decisione presidenziale, ma un processo legato a leggi approvate dal Congresso. La Casa Bianca ha accusato i media americani di aver sollevato ingiustificate tensioni diplomatiche con l’Italia.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha accolto con favore la notizia, dichiarando che la riduzione dei dazi riconosce il valore delle aziende italiane e del prodotto simbolo del Made in Italy negli Stati Uniti. Le tariffe antidumping sono aggiuntive ai dazi generali imposti su tutti i prodotti europei, che attualmente ammontano al 15% in base a un accordo tra Stati Uniti e Unione Europea.