Firenze, 26 marzo 2026 – “Ha fatto bene a dimettersi, sta tornando qui a Marina di Pietrasanta”. Nelle parole di Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, imprenditore fiorentino e compagno dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, la decisione della compagna è stata dettata dalla richiesta della presidente Meloni. “Giorgia ha chiesto, Daniela ha obbedito, lo ha fatto soltanto per lei”. Questa situazione politico-giudiziaria si sta placando sulle sponde del mare Versiliese, dove il compagno e il figlio della senatrice le hanno riservato una calorosa accoglienza: “Rose rosse, cena fuori e tutto il nostro amore”, riporta Attuale.
Chi è “il principe”
Compagni di vita e d’affari da circa dieci anni, Santanchè, senatrice, e Kunz, imprenditore nei settori dell’editoria, ristorazione e immobiliare, condividono anche un misterioso cognome nobiliare. Dopo le dichiarazioni della famiglia nobile, Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena ha riconosciuto pubblicamente: “Sono consapevole di non provenire da un ramo diretto della famiglia”. Nonostante ciò, la coppia è unita anche da interessi condivisi, incluso qualche procedimento giudiziario in corso: “Ma siamo ottimisti e rispettosi, tante accuse assurde sono cadute”, ha dichiarato Kunz al Corriere.
Tra Firenze e la Versilia, un mare di affari
La società di Dimitri Kunz ha recentemente acquisito i bagni Genzianella e Felice a Fiumetto per realizzare l’operazione Tala beach, un progetto dal valore di oltre tre milioni di euro. “Il 28 maggio apriamo il lido Tala Beach”, ha confermato l’imprenditore. L’obiettivo è offrire un’esperienza di lusso senza pari sulla costa toscana, dove “l’eleganza incontra il comfort” e “ogni dettaglio racconta una storia di eccellenza”. Inoltre, a Firenze ha suscitato scalpore l’acquisto dell’ex discoteca Flò, situata nei pressi del Piazzale Michelangelo.
Sahouse, la decisione del Tribunale
Una location unica, quella fiorentina, per la quale l’imprenditore si era ispirato al nome della compagna: “Santahouse” era la proposta per l’insegna del locale, ma il Tribunale di Firenze ha sentenziato che il nome era troppo simile a quello di un altro marchio. Di conseguenza, l’ex Flò è stato ribattezzato semplicemente Sahouse. Il Gruppo Fratini, proprietario del marchio Santa, ha ottenuto dal giudice un’ordinanza chiara: in caso di mancato cambiamento del nome, l’imprenditore rischiava una multa elevata.