Israele rinforza le sue difese a Gaza con nuovi avamposti militari
GERUSALEMME – I blocchi di cemento che servivano a segnalare la Linea Gialla sono stati trasformati in 32 avamposti con trincee e una barriera di 16 chilometri. A Gaza, gli ingegneri dell’esercito israeliano stanno modificando la separazione tra la zona controllata dalle forze militari e il resto del territorio sotto il dominio di Hamas, creando una frontiera permanente, riporta Attuale.
Il “piano di pace” di Donald Trump prevede il ritiro totale degli israeliani dalla regione, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiarito che ciò avverrà solo “quando e se Hamas sarà disarmato”. Netanyahu esprime dubbi sulla capacità di una futura forza internazionale di smilitarizzare la Striscia di Gaza.
Recentemente, inviati della Casa Bianca hanno presentato a Hamas una proposta per la deposizione delle armi entro sei mesi, ma l’organizzazione l’ha considerata “irrealistica” e si è impegnata a non rispondere fino a quando le ostilità contro l’Iran non saranno cessate. Il governo di Gerusalemme continua a vedere anche i tunnel scavati sotto il suolo come una minaccia, con almeno 150 chilometri ancora da distruggere.
Qualche mese fa, Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, aveva dichiarato che la Linea Gialla rappresenta “il nuovo confine: difensivo e dal quale i soldati possono attaccare”. I generali, sostenuti da Netanyahu, sono convinti che sarà inevitabile riprendere le operazioni militari dopo l’attacco che ha causato la morte di 1.200 israeliani.
Attualmente, più di due milioni di palestinesi sono bloccati in una zona di 363 chilometri quadrati, vivendo in tende o nei resti delle abitazioni distrutte. Gaza appare come un cumulo di macerie, mentre l’attenzione internazionale si sposta verso il conflitto con l’Iran, trascurando gli sforzi per la ricostruzione e la necessità di aumentare l’ingresso degli aiuti umanitari.