La Polizia contro i vigili urbani blocca la riforma di Piantedosi alla Camera

27.03.2026 20:55
La Polizia contro i vigili urbani blocca la riforma di Piantedosi alla Camera

La riforma della polizia locale in stallo a causa dell’accesso ai dati sensibili

La Polizia si oppone all’allargamento dell’accesso alla banca dati (Ced) ai vigili di piccoli comuni, poiché ciò potrebbe compromettere la sicurezza delle informazioni sensibili. Questo sviluppo mette in pericolo il processo legislativo della riforma della polizia locale, che è attualmente in esame alla Commissione Affari costituzionali della Camera. Il ddl delega presentato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi mira a una revisione completa delle norme riguardanti l’armamento, l’addestramento e le attribuzioni degli agenti. Tuttavia, i vertici della pubblica sicurezza manifestano preoccupazione per la possibilità che dati riservati possano finire nelle mani sbagliate, riporta Attuale.

Stando a fonti parlamentari vicine al dossier, i dubbi si concentrano precisamente su questo aspetto. La riunione di mercoledì ha portato a un nuovo rinvio, con il presidente della Commissione, Nazario Pagano, che ha sollecitato la relatrice Augusta Montaruli a “sciogliere quanto prima la riserva sulle proposte emendative tuttora accantonate”, poiché l’approdo del provvedimento in Aula è previsto per il prossimo 27 aprile.

Un lungo cammino per la riforma della polizia locale

Negli anni passati, sono stati fatti diversi tentativi di riorganizzare la disciplina della polizia locale, ma senza successo. Al centro del dibattito attuale vi è una richiesta storica: l’accesso al sistema di banca dati interforze, fondamentale per le operazioni e le indagini delle forze di polizia, che è attualmente riservato solo a ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.

Limitazioni alle banche dati della sicurezza

Negli ultimi anni, alcune aperture sono state fatte per la polizia municipale. Infatti, il decreto legge n. 8 del 18 gennaio 1993 consente la consultazione, seppur limitata, da parte di personale di polizia stradale in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, per ottenere informazioni su veicoli rubati e documenti smarriti. Inoltre, il decreto n. 113 del 2018 ha permesso una maggiore verifica durante le attività di controllo e identificazione.

I rischi di infiltrazione della criminalità organizzata

La riforma attuale prevede un ulteriore ampliamento delle possibilità di accesso ai dati. L’articolo 3, comma 1, del disegno di legge delega stabilisce che il governo debba regolamentare le “forme di collaborazione con le Forze di polizia dello Stato” e garantire un collegamento efficace tra il numero unico di emergenza 112 e le sale operative delle forze di polizia locale. Tuttavia, la Polizia di Stato e altri apparati di sicurezza temono che l’accesso indiscriminato alla banca dati da parte di vigili urbani di comuni a rischio possa aumentare le possibilità di infiltrazione della criminalità organizzata. La questione si riduce a un dilemma: l’accesso deve essere concesso a tutti i vigili urbani o a nessuno, causando così un blocco della riforma e un ritardo nell’approvazione degli emendamenti in Commissione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere