Italia fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, la crisi colpisce la politica

01.04.2026 15:55
Italia fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, la crisi colpisce la politica

Roma, 1 aprile 2026 – L’errore dal dischetto, l’ennesima serata deludente, il sipario che cala prima ancora che lo spettacolo inizi. L’Italia del calcio resta fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva e, come spesso accade, la partita continua nei palazzi della politica, tra dichiarazioni, accuse e richieste di rinnovamento. A Montecitorio, l’atmosfera è quella delle grandi crisi nazionali, riporta Attuale.

Fratelli d’Italia chiede un’informativa urgente del ministro per lo Sport Andrea Abodi, mentre la Lega si fa più aggressiva, parlando di “riforma totale”. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina è nel mirino, diventando il simbolo di un sistema sempre più criticato. Abodi non usa mezze misure: è necessaria una “rifondazione”, partendo proprio dai vertici federali. Queste parole sottolineano come il fallimento sportivo sia ormai un problema politico. Non si tratta solo di numeri, ma di una crisi di identità. “Il calcio è cultura popolare, rito comunitario”, ricorda il ministro, mettendo in evidenza un vuoto generazionale: bambini e ragazzi che non hanno mai visto l’Italia disputare un Mondiale.

Le opposizioni in ordine sparso

Le opposizioni, tuttavia, non si schierano in maniera compatta. Marco Grimaldi di AVS distanzia se stesso da una narrazione che considera troppo comoda. Mauro Berruto del Pd invita a scoprire “le ragioni dell’abisso” piuttosto che invocare dimissioni. Il Movimento 5 Stelle critica le responsabilità diffuse: non solo Gravina, ma un intero sistema incapace di autoriformarsi. La questione centrale rimane sempre la stessa: in Italia ci si trova ad affrontare il fallimento, senza però mai vedere i responsabili abbandonare i propri ruoli.

Azione parla di fallimento, la denuncia di Renzi

Così, il dibattito si amplia, superando il campo del calcio per diventare una metafora del Paese. Azione parla apertamente di “fallimento del sistema Italia”, tracciando un parallelo con la politica, dove chi sbaglia raramente paga le conseguenze. Anche Matteo Renzi insiste su questo punto, denunciando una cultura di “inciuci” e relazioni opache. Voci più divisive, come quella di Roberto Vannacci, collegano la crisi del calcio alla presenza eccessiva di stranieri nei campionati, sostenendo che questo abbia indebolito i vivai e la Nazionale.

I commenti del calcio: da Zoff a Ulivieri

Mentre la politica si accapiglia, dal mondo del calcio emergono posizioni contrastanti. Dino Zoff è lapidario: “Non è sfortuna, c’è qualcosa che non va”. Più sfumata la posizione di Renzo Ulivieri, che invita a non abbandonare il progetto, richiamando alla necessità di ripartire dalla coesione del gruppo e dai giovani. La cruda verità rimane: dodici anni senza Mondiali non sono un incidente, ma piuttosto il segnale di un sistema che si è inceppato. Forse la partita più importante non si giocherà su un campo da calcio, ma nella capacità — o meno — di apportare cambiamenti significativi.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere