Il governo italiano è coinvolto in un nuovo episodio di conflitto di interesse legato a Claudia Conte, giornalista e consulente, che ha recentemente ricevuto un incarico presso la scuola di perfezionamento per le forze di polizia, riporta Attuale.
Dopo la sua nomina come consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città, emergono dettagli su un altro incarico assunto nel giugno 2024. Conte, che ha confessato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha suscitato preoccupazioni per possibili conflitti di interesse. Il giornale Domani mette in evidenza che il ministero di Piantedosi non era a conoscenza di questo contratto.
L’incarico sconosciuto al ministero di Piantedosi
La giornalista, nota per la sua presenza nei salotti televisivi e per i convegni con figure di alto profilo, ha svolto un’attività alla scuola di polizia quando era diretta da Maurizio Vallone. Fonti interne affermano che le docenze di cui si parla in realtà riguardano lettere di invito per moderare quattro tavole rotonde, tra cui una sul disagio giovanile, realizzate tra dicembre 2023 e novembre 2024. Il compenso per queste attività si aggira attorno ai 206 euro lordi per ogni tavola rotonda, come confermato da fonti del dipartimento di polizia.
Il modulo per assenza di conflitti di interesse e gli appalti con la regione Campania
Per poter moderare gli eventi alla scuola, Conte ha compilato un modulo attestante l’assenza di conflitti di interesse e di cause di incompatibilità. La lettera con l’incarico è stata protocollata il 5 giugno 2024, precisamente nel giorno fissato per l’appuntamento di Alta Formazione. È da notare che la giornalista è l’unica socia della società Shallow, che ha intrattenuto collaborazioni con la Regione Campania, sotto la guida dell’ex presidente Vincenzo De Luca. Inoltre, Conte ha moderato eventi significativi come quello sull’eredità di Aldo Moro nel maggio 2023, alla presenza del ministro Piantedosi. La rivelazione della relazione ha sollevato interrogativi riguardo a un possibile tentativo di indebolire politicamente l’ex prefetto di Roma da parte della maggioranza, secondo quanto riportato da Domani.